astolfo
Anarco-primitivismo
–
Il movimento, essenzialmente americano, anti-globalizzazione e anti-procreazione
(artificiale e anche naturale). Houellebecq ne sintetizza le posizioni attraverso
“il suo ideologo più conosciuto, John Zerzan, e anche il più radicale” – nel romanzo
“Annientare”, al § 2 della parte 4: “Non vuole soltanto distruggere l’industria,
il commercio e la tecnologia moderna, ma anche sopprimere l’agricoltura, le religioni,
le arti e pure il linguaggio articolato; il suo progetto in realtà è di
riportare l’umanità al livello del paleolitico medio”.
L’agricoltura ha
cambiato il mondo, scrive: “L’agricoltura permette una divisione del lavoro molto
accresciuta, crea i fondamenti materiali della gerarchia sociale, e avvia la
distruzione dell’ambiente. I preti, i re, le corvées, l’ineguaglianza
sessuale, la guerra sono alcune dele sue conseguenze specifiche abbastanza
immediate”.
Zerzan non è il più
radicale dei teorici della deep ecology, argomenta ancora Houellebecq,
correggendo la sua prima informazione: “Altri propugnano l’estinzione dell’umanità
perché pensano che la specie umana è definitivamente irrecuperabile, e pericolosa
per la sopravvivenza del pianeta. È il caso dei movimenti come la Church of
Euthanasia, il Gaia Liberation Front (per Gaia intendendosi la Terra, n.d.r.),
il Voluntary Human Extinction Movement. Lui, Zerzan, non vuole distruggere l’umanità
ma rieducarla. Quando parla degli uomini li vede come primati simpatici, con un
buon fondo, ma che si sono impegnati in una cattiva direzione nel neolitico. Le
sue tesi somigliano molto a quelle del rousseauismo classico: l’’uomo nasce
buono, è la società che lo perverte, etc.. E personaggi come Rousseau possono
avere una influenza enorme… Zerzan ha veramente dei punti in comune con
Rousseau. Intelligenza media, ma una vera musicalità nelle frasi. Una miscela
che può risultare estremamente pericolosa”.
Animi – L’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia, la
cui attività è oggi pigramente documentaria, è stata creata nel 1910 da
Leopoldo Franchetti, il nobile parlamentare livornese, della Destra storica, e da
Giustino Fortunato, il deputato di Melfi, cresciuto a Napoli, dove era stato allievo
di De Sanctis e di Settembrini, attivo nella Società Napoletana di Storia
Patria. Presidente a vita Pasquale Villari, che con le “Lettere meridionali”
aveva aperto nel 1875 il problema del “Meridione” – aveva illustrato e spiegato
gli errori compiuti in campo economico e sociopolitico, nell’unificazione dell’Italia,
ai danni del “vinto” Sud. Presto animata da Umberto Zanotti Bianco e Giuseppe
Isnardi, un piemontese e un ligure (Zanotti Bianco era nato a Creta – “Candia”,
al debutto letterario si firmava “Giorgio d’Acandia” – alla Canea, dove il padre,
di Pinerolo torinese, diplomatico, era console), fu per vent’anni protagonista
– e operatrice quasi unica – della lotta all’analfabetismo nel Sud Italia, con
la fondazione e la gestione di oltre 1.500 scuole per bambini e adulti.
Ente morale, implicò nella sua attività la migliore intellettualità laica: Croce, Gentile, Salvemini, il bolognese Giovanni Malvezzi, il trentino Paolo Orsi, archeologo, l’inventore della Magna Grecia. Ma seppe anche coinvolgere, in tempi di “non possumus”, il cattolicesimo sociale vicino a Ernesto Bonaiuti, dei cattolici relegati sull’aventino nella vita pubblica dall’offesa di Porta Pia: padre Giovanni Semeria, e gli esponenti della rivista “Rinnovamento”, Fogazzaro, Gallarati Scotti, lo stesso Malvezzi.
L’Associazione fu da subito attiva, e molto presente, nell’educazione della prima infanzia, prescolare e scolare. Fino al 1920 si occupò dell’educazione prescolare – per la quale avrà negli anni sucecssivi molti riconoscimenti in ambito europeo, in Francia, in Belgio, in Germania, per le opere realizzate, e per la la pedagogia, prevalentemente montessoriana. Nel 1921, con la legge Croce che istituiva l’Opera contro l’analfabetismo, Animi ebbe la delega all’istruzione primaria in Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Con Gentile ministro, nel 1923, ebbe la delega (con altre associazioni, a carattere regionale) a tutte le scuole primarie con meno di quaranta allievi – limite che tre anni più tardi fu elevato dal nuovo ministro, Pietro Fedele, a sessanta allievi. Mentre però, precisandosi il regime fascista in senso totalitario, la nomina del comitato direttivo, dell’Animi come di tutte le associazioni, fu avocata dal governo, e poi, nel 1926, in sostanza soppressa – le associazioni non avevano più autonomia. Nel contempo, il regime si avocava anche l’istruzione di base, con l’Opera Nazionale Balilla.
Tra gli scopi statutari dell’Animi figuravano anche il credito agrario e
il credito del lavoro, accanto all’educazione primaria. Attività che però
l’Animi non curò mai – il settore fu sviluppato, attraverso le casse rurali e
artigiane, dalla componente sociale cattolica.
Romanticismo – Movimento
letterario e artistico tipicamente tedesco, all’origine (Sturm und Drang)
e negli sviluppi caratteristici, centrali, ca 1795-1835, in letteratura viene
suddiviso esattamente fra Romanticismo iniziale o Romanticismo di Jena (fino al
1803), Romanticismo giovane o di Heidelberg (fino al 1809), e Romanticismo
tardo (fino al 1835). Sua caratteristica chiave è
considerata l’enfasi sulla spontaneità dell’individuo – derivata dalla
tradizione filosofica idealista, in particolare dalla filosofia di Fichte. Ma
il termine deriva etimologicamente dalla lingua romanza, e si riferiva ai primi
testi scritti in volgare nei paesi di lingua romanza. Il termine “romanzo” è
derivato dal latino inizialmente attraverso il francese – "romantico”, inzialmente (nei secoli XVII e XVIII in uso ancora nella forma “romanzo”), significava “romanzesco“. È così che il termine fu usato originariamente
da Friedrich Schlegel – che poi conierà il concetto moderno di
Romanticismo. Ma in questo senso è stato spesso usato nelle polemiche dagli
oppositori del Romanticismo. Tra essi Goethe - ancora in una dele sue ultime dichiarazioni, il 2 aprile 1829, nei "Dialoghi con Eckermann“: "Io definisco il classico
sano e il romantico malsano. E sotto questo aspetto, il Nibelungenlied è
classico, proprio come Omero, perché entrambi sono sani ed efficaci. La maggior
parte delle opere più recenti non sono romantiche perché sono nuove, ma perché
sono deboli, malaticce e malsane; e le opere antiche non sono classiche perché
sono antiche, ma perché sono forti, fresche, gioiose e sane“.
Una distinzione, quella di Goethe, che rimanda alla poetica canonica del romanticismo, che resta quella definita da F. Schlegel. L’abbandono dei modelli classici per un'esplorazione della modernità, in termini di storia, cultura, modelli ideali e reali. Con trattazioni non necessariamente "compiute“ o esaustive. Senza escludere i contenuti fantastici e onirici: credenze e miti (Medioevo), mistica, l’odierno fantasy. Dare corda alla fantasia, oltre i modelli razionali, noti (classificati) o "comprensibili".
Unabomber – Il primo (il vero) “unabomber”, terrorista da remoto, e isolato, con bombe artigianali che spediva, Theodore Kaczynski, il matematico molto dotato, che nel 1969 aveva lasciato l’insegamento a Berkeley per una capanna isolata nel Montana, "sopravviveva come un grizzly o un lwonecdi montagna, accucciato sotto lo spesso mantello di neve”, così è descritto da Zerzan, il teorico dell’anarco-primitivismo, in apertura di “Futuro primitivo”, il suo primo libro: “In primavera usciva dalla sua tana, attraversava i boschi, costeggiava i fiumi. Pescava, cacciava, mietere, raccattava. Sempre solo. Libero, ma solo”. E mandava bombe". Houellebecq, “Annientare”, al § 2 della parte 4, lo dice “molto più rigoroso” di Zerzan, “molto più strutturato nel suo pensiero, farebbe pensare a Marx”. P.es. a proposito della natura, che lo lascia molto conciso: “La maggior parte delle persone s’accordano a dire che la natura è bella, ed è vero che essa esercita un grande potere di seduzione” (“La scietà industriale e il suo futuro”, § 8). Vegetariano come Zerzan, ma antifemminista: “Accetta l’ineguaglianza sociale e la predazione”, nella sintesi di Houellebecq, “e d’altronde non manifesta alcuna simpatia per la sinistra, al contrario”. Irenista, tra il 1978 e il 1995, ben cogitate, ben spaziate negli anni, inviò una serie di bombe a personaggi diversi negli Stati Uniti, facendo tre morti e 23 feriti.
A partire dal 1979, queste bombe divennero l'oggetto dell'indagine più lunga, fino al 1996, all'arresto di Kaczynski, e più costosa nella storia dell'Fbi. Che l'indagine identificava come caso Unabom (University and Airline Bombing, bombe alle università e alle compagnie aeree) prima che la sua identità fosse nota, il che portò al soprannome "Unabomber". Fino a che lo stesso Kaczynski non si autodenuncio: nel 1995 scrisse al "New York Times" promettendo di "rinunciare al terrorismo" se il quotidiano o il "Washington Post" avessero pubblicato il suo manifesto, per spiegare che i suoi attentati erano "estremi ma necessari per attirare l'attenzione sull'erosione della libertà e della dignità umana da parte delle tecnologie moderne". L'Fbi e il Procuatore Generale degli Stati Uniti, Janet Reno, fecero pressione per la pubblicazione del manifesto, che apparve sul "Washington Post" a settembre. David Kaczynski riconobbe nella prosa la scrittura del fratello e lo fece sapere all'Fbi.
Arrestato nel 1996, "Unabomber" non nominò un difensore, e anzi si impegnò, per volersi padrone d'intendere e di volere, a contestare gli avvocati d'ufficio che puntavano all'infermita.mentale per evitargli la pena di morte. Riuscì nel suo intento, si dichiarò colpevole di tutte le accuse, e nel 1998 fu condannato a più ergastoli consecutivi. Ricoverato per un tumore nel 2021, a marzo 2023 interruppe le cure, e a giugno, ritornato in prigione, si impiccò.
astolfo@antiit.eu