mercoledì 1 febbraio 2017

Vendere il Real Madrid nel deserto

La Banca Nazionale dell’Abu Dhabi si è comprata con 50 milioni in tre anni la rimozione della crocetta dal logo del Real Madrid. La squadra era stata creata nel 1920 dal re di Spagna, la quale allora aveva un re, e per questo piace ai padroni di Abu Dhabi, che un po’ hanno il complesso di non essere re, come quelli di Bahrein, o dell’Arabia Saudita, ma solo principi.
“Questo accordo”, sostiene il presidente madridista, il benemerito Florentino Peres, “aiuterà il club a conquistare definitivamente i cuori dei nostri tifosi negli Emirati Arabi”. Che non arrivano al milione, e ancora meno in Abu Dhabi – i più in quei deserti sono arabi e asiatici immigrati, i poveri che fanno il lavoro dei beduini, i quali non lavorano, e gli impiegati egiziani e libanesi che tengono i conti. Né la Banca Nazionale di Abu Dhabi, che  sborsa i 50 milioni, ha nulla da vendere, solo si è comprata la rimozione della crocetta.  
Lo stesso la squadra di Saronni, il ciclista, patron dell’ex Lampre. Saronni ha tentato prima di venderla ai cinesi di Tj Sport, poi ha trovato disponibile l’emirato, e subito ha ribattezzato l’équipe Uae Abu Dhabi. Saronni non aveva croci da offrire, ma ha impegnato i suoi atleti all’astinenza dall’alcol – come se gli emiri non bevessero.
Il Vaticano potrebbe pensarci. Ora, questo papa non è venale, e quindi non cerca sponsorizzazioni. Ma sai quante croci potrebbe vendersi la Santa Sede?

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