Atto di fede Usa (di Trump) nell’Europa
Ecco quello
che dice la Dottrina Trump sull’Europa, la sua National Security Strategy– se
ne sentono tante, ma l’originale è il più curioso. La NSS, National Security Strategy,
è un documento previsto dalla Sezione 603 delle Legge Goldwater-Nichols del
1986, Riorganizzazione del ministero della Difesa, che ogni presidenza adotta.
La Nss del
Trump 2 è lunga trenta pagine, molto spaziate. L’Europa viene dopo l’Emisfero
occidentale e l’Asia – prima di Medio Oriente e Africa. Prende due pagine –
l’Asia sei. Viene dopo questo obiettivo generale, a chiusura del § Asia: “Gli Stati
Uniti devono operare con gli alleati e partner – che insieme aggiungono altri
35 trilioni di dollari di potenza economica alla nostra propria economia nazionale
di 30 trilioni (che costituiscono insieme più della metà dell’economia mondiale)
– per contrastare le pratiche economiche predatorie, e utilizzare la nostra potenza
economica combinata per contribuire a salvaguardare il nostro primato nell’economia
mondiale e assicurare che le economie alleate non diventino subordinate a una
potenza concorrente”. Dopodiché il tono della prosa si fa amichevole, a partire
dal titolo del capitoletto: “Promuovere la grandezza dell’Europa” (o “a
sostegno della grandezza dell’Europa”) – un buon terzo del § Europa è di
mozione degli affetti. E il motivo è, oltre che fare fronte all’assalto economico
cinese, ristabilire i rapporti dell’Europa con la Russia, là dove, a metà
capitoletto, si parla di “Eurasiatic landmass”, subcontinente euroasiatico:
“La
dirigenza americana si è abituata a pensare ai problemi europei in termini di
spesa militare insufficiente e stagnazione economica. C’è del vero in questo,
ma i problemi reali dell’Europa sono ancora più gravi.
“L’Europa
continentale ha perso quote del pil globale, passando dal 25 per cento nel 1990
al 14 per di oggi, in parte a causa delle normative nazionali e transnazionali (da
intendere il potere regolatorio di Bruxelles, n.d.r.) che ne minano la
creatività e l’operosità.
“E su questo
declino economico incombe la prospettiva reale e più grave della scomparsa
della civiltà. I problemi più importanti che l’Europa deve affrontare includono
le attività dell’Unione Europea e di altri organismi transnazionali che minano
la libertà politica e la sovranità, le politiche migratorie che stanno
trasformando il continente e creando conflitti, la censura della libertà di
parola e la repressione dell’opposizione politica, il crollo dei tassi di
natalità e la perdita delle identità nazionali e della fiducia in sé stessi.
“Se le
tendenze attuali dovessero continuare, il continente sarà irriconoscibile tra
20 anni o meno. Pertanto, non è affatto scontato che alcuni paesi europei
avranno economie e forze armate abbastanza forti da rimanere alleati
affidabili. Molte di queste nazioni stanno attualmente raddoppiando gli sforzi
sulla strada intrapresa. Vogliamo che l’Europa rimanga europea, ritrovi la
fiducia in sé stessa come civiltà e abbandoni la sua fallimentare attenzione
alla soffocante regolamentazione.
“Questa
mancanza di fiducia in sé stessa è particolarmente evidente nelle relazioni
dell’Europa con la Russia. Gli alleati europei godono di un significativo
vantaggio in termini di potere militare rispetto alla Russia sotto quasi tutti
i punti di vista, ad eccezione delle armi nucleari. A seguito della guerra
della Russia in Ucraina, le relazioni europee con la Russia sono ora
profondamente indebolite e molti europei considerano la Russia una minaccia
esistenziale. La gestione delle relazioni europee con la Russia richiederà un
significativo impegno diplomatico da parte degli Stati Uniti, sia per
ristabilire le condizioni di stabilità strategica nel subcontinente
eurasiatico, sia per ridurre il rischio di conflitto tra la Russia e gli Stati
europei.
“È interesse
fondamentale degli Stati Uniti negoziare una cessazione rapida delle ostilità
in Ucraina, al fine di stabilizzare le economie europee, prevenire
un’escalation o un’espansione involontaria della guerra e ristabilire la
stabilità strategica con la Russia, nonché consentire la ricostruzione
postbellica dell’Ucraina per garantirne la sopravvivenza come Stato vitale.
“La guerra
in Ucraina ha avuto l’effetto perverso di aumentare le dipendenze esterne
dell’Europa, in particolare della Germania. Attualmente le aziende chimiche
tedesche stanno costruendo alcuni dei più grandi impianti di lavorazione al
mondo in Cina, utilizzando gas russo che non possono ottenere in patria.
L’amministrazione Trump si trova in contrasto con gli esponenti europei che
nutrono aspettative irrealistiche riguardo alla guerra, appoggiati da governi
di minoranza instabili, molti dei quali calpestano i principi fondamentali
della democrazia per reprimere l’opposizione. Una grande maggioranza in Europa
vuole la pace, ma questo desiderio non si traduce in politica, in gran parte a
causa del sovvertimento dei processi democratici da parte dei governi. Questo
aspetto è strategicamente importante per gli Stati Uniti proprio perché gli
Stati europei non possono riformarsi se sono intrappolati in una crisi
politica.
“E tuttavia
l’Europa rimane strategicamente e culturalmente vitale per gli Stati Uniti. Il
commercio transatlantico rimane uno dei pilastri dell’economia globale e della
prosperità americana. I settori (economici, n.d.r.?) europei, dall’industria
manifatturiera alla tecnologia e all’energia, rimangono tra i più solidi al
mondo. L’Europa è sede di ricerca scientifica all’avanguardia e di istituzioni
culturali leader a livello mondiale. Non solo non possiamo permetterci di ignorare
l’Europa, ma farlo sarebbe controproducente per gli obiettivi che questa
strategia si propone di raggiungere.
“La
diplomazia americana dovrebbe continuare a difendere la democrazia autentica,
la libertà di espressione e la celebrazione senza compromessi delle
caratteristiche e della storia individuali delle nazioni europee. L’America
incoraggia i suoi alleati politici in Europa a promuovere questa rinascita
dello spirito, e la crescente influenza dei partiti patriottici europei è
davvero motivo di grande ottimismo.
“Il nostro
obiettivo dovrebbe essere di aiutare l’Europa a correggere la sua attuale
traiettoria. Avremo bisogno di un’Europa forte che ci aiuti a competere con
successo e che lavori di concerto con noi per impedire a qualsiasi avversario
di dominare l’Europa.
“L’America
è, comprensibilmente, sentimentalmente legata al continente europeo e,
naturalmente, alla Gran Bretagna e all’Irlanda. Il carattere di questi paesi è
anche strategicamente importante perché noi contiamo su alleati creativi,
capaci, sicuri di sé e democratici per stabilire condizioni di stabilità e
sicurezza. Vogliamo lavorare con paesi alleati che vogliono ripristinare la
loro antica grandezza.
“A lungo
termine è più che plausibile che, entro pochi decenni al massimo, alcuni membri
della Nato diventeranno in parte maggioritaria non europei. Pertanto, è lecito
chiedersi se vedranno il loro posto nel mondo, o la loro alleanza con gli Stati
Uniti, allo stesso modo di coloro che hanno firmato la carta della Nato.
“La nostra
politica generale per l’Europa dovrebbe dare priorità a:
·
ristabilire condizioni di stabilità
all’interno dell’Europa e di stabilità strategica con la Russia;
·
mettere in grado l’Europa di camminare con le
proprie gambe e operare come un gruppo di nazioni sovrane allineate, anche
assumendosi la responsabilità primaria della propria difesa, senza essere
dominata da alcuna potenza avversa;
·
sostenere la resistenza all’attuale
traiettoria dell’Europa (da intendere: Unione Europea, n.d.r.) all’interno
delle nazioni europee;
·
aprire i mercati europei ai beni e servizi
statunitensi e assicurare un trattamento equo dei lavoratori e delle imprese
statunitensi;
·
costruire nazioni sane nell’Europa centrale,
orientale e meridionale attraverso legami commerciali, vendita di armi,
collaborazione politica e scambi culturali e formativi;
·
chiudere la percezione, e prevenirne la realizzazione,
della Nato come alleanza in perpetua espansione;
·
incoraggiare l’Europa ad agire per combattere
l’eccesso di capacità produttiva mercantilista, il furto di tecnologia, lo
spionaggio informatico e altre pratiche economiche ostili”.
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