Le duellanti - a scuola
Una serie breve, una sorta di dramma in tre atti, per
Sabrina Ferili sempre più nell’abito di Anna Magnani, indomita. Una professoressa,
ottima preside, avvilita sui social da un revenge-porn, dalla pubblicazione
anonima di foto rubate di un suo atto sessuale. Un atto civico di denuncia in
tre puntate in realtà (Mediaset sembra partita alla rincorsa di Rai 1, che aveva
avuto la brillante idea di sceneggiare la preside “eroina” di Caivano), poiché
l’esito è scontato. Un banco di prova per Ferilli, da qualche tempo tempo emarginata
dal mainstream (lavora solo con Mediaset, avrà abiurato dal Pd?), che lo
supera di forza - benché il “sono Magnani” risulti un handicap, la stessa
espressione per cinque-sei ore. Una storia non di scuola ma di delitti, indizi,
colpe, colpevoli che si dissolvono a due e tre per puntata. Che è piaciuta? La serie
è passata dal 25 al 28 per cento di share, una quota che Mediaset di solito se la sogna, è andata cioè oltre la curiosità
indotta dalla promozione. Un mondo di cattiverie tra laghi placidi di Roma.
Diversa la storia - che continua, sono quattro serate
– della preside ideata da Zingaretti, per la regia di Miniero, che di storie di
scuola si può dire specialista, con Luisa Ranieri nei panni di Eugenia Carfora,
la preside dell’istituto tecnico professionale “Morano” a Caivano che è finita
negli annali. La preside – “dirigente scolastico” - che si impegnò a ridurre gli
abbandoni, andando in giro per le case a convincere gli assenti a tornare a
scuola. Dapprima, non conoscendo il quartiere, che lo stradario di Napoli trascura,
armata di altoparlante agli incroci. Un po’ di teatro a Napoli non sorprende, ma
certo per convincere scolari recalcitranti è di una Napoli sempre sorprendente.
Giacomo Martelli, A Testa Alta- Il coraggio di una
donna, Canale 5, Infinity
Luca Miniero, La preside, Rai 1, Raiplay
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