Se psichiatri e assistenti sociali fanno gli sbirri
C’è solo Susanna Tamaro a occuparsene ma per fortuna che è lei, con la
sua autorevolezza almeno se ne parla, benché isolata, sul “Corriere della sera”:
la deriva dell’assistenza sociale e della psichiatria verso forme distorte: dannose
per i soggetti coinvolti (diventano vittime per essere protette….), e nocive dell’interesse
pubblico. Mondi e persone stimabili che si possono processare e sequestrare, “almeno
per ancora cinque mesi, portando così a compimento la devastazione”. Perché non
si conformano alla norma. Che dovrebbe essere quella della legge, ma non nel loro
caso. I cinque mesi sono quelli della perizia, cioè della mafia giudiziaria,
per quanto piccola – tanto più spregevole in quanto corruzione spicciola, miserabile.
Gli-le assistenti sociali non sono poliziotti, gli psichiatri non sono
giudici. La deriva delle due professioni verso l’autoritarismo caratterizza la
Funzione Pubblica non più o non soltanto come sacerdozio laico del benessere comune,
ma nell’assetto primitivo delle società non acculturate, dove l’autorità è dello
sbirro, del bastone.
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