Belle bolle bulle
Si attende la “bolla” dell’Intelligenza
Artificiale. Che le quotazioni monstre cioè a Wall Street degli ultimi
giganti della tecnologia “scoppino”. Come avvenne a fine Novecento con le dot-com,
la bolla gonfiata attorno alla telefonia mobile e ai primi social. Con
in più, oggi, qualcosa di più sostanzioso - solido. La supervalutazione dell’oro,
quasi raddoppiato in tredici mesi. O il debito pubblico: a Davos l’amministratore
delegato del World Economic Forum Borge Brende ha spiegato che non si è mai
fatto cosi tanto debito, neanche dopo la seconda guerra mondiale.
La Bri, Banca dei Regolamenti Internazionali,
di Basilea però non è d’accordo. Il settore IA ritiene solido - tutt’altra cosa,
scrive, “rispetto alla bolla dot-com di fine anni Novanta, che fu alimentata da
aspettative sovraottimistiche non ancorate alle crescita di guadagni reali”. E
semmai, osserva, il mercato ha assorbito senza scossoni ultimamene varie turbolenze:
i dazi, le tensioni (Russia e Cina), fallimenti e frodi di medio rango.
Non hanno creato tensioni, si può aggiungere,
il Venezuela, la Groenlandia, l’indagine penale a carico del presidente della
Federal Reserve, l’Iran
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