Cronache dell’altro mondo – sessual-sindacali (395)
“Il mio silenzio finisce qui”: Dolores Huerta, leader del sindacato dei lavoratori
agricoli, che con Cesar Chavez ha fondato la Unione Farm Workers nel dopoguerra,
ha letto un’inchiesta del “New York Times” sulle intemperanze sessuali di
Chavez, in particolare sugli stupri di ragazzine di 13 e 12 anni, dalle sue
violenze marchiate a vita, e a 95 anni ha fatto outing. “Sono stata
violentata anch’io, due volte. La prima volta non mi opposi, era il leader del
movimento a cui avevo dedicato anni di vita. La seconda volta”, Huerta aveva 36
anni, “guidò fino a una vigna isolata” e la stuprò.
Dai due stupri sono nate due figlie, che Huerta diede in affido – salvo poi
ricostituire con loro un rapporto. Ma intanto aveva sposato il fratello di
Chavez, Ricardo, col quale ha avuto quattro figli.
Dolores Pato è un mito americano. E più di lei lo era Chavez, in campo progressista.
Da lui Obama prese il motto “sì, se puede” – “yes, we can”, e nel suo nome creò
una festa dei braccianti, il 31 marzo – data di nascita di Chavez. Biden, che
ebbe grande aiuto in campagna elettorale da una nipote di Chavez, volle il suo
busto nello Studio Ovale.
Le rivelazioni hanno prontamente portato alla damnatio memoriae di
Chavez, da libri, scuole, targhe, monumenti. Il 31 marzo sarà il Farmworkers Day.
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