mercoledì 11 marzo 2026

I giudici sono senza scrupoli, ma non diciamolo

In una Bari, si suppone dalle cadenze del parlato, di bellezze stratosferiche, di mare e di terra, un avvocato che fa fatica a firmare le carte del divorzio, affranto, sperduto, s’impegna per “tutte donne”. Una di ese, cronista sagace di nera, bene ammanicata negli angiporti delle questure, diventerà la sua detective privata – tutti gli intrallazzi sa o scopre. Un’altra è la moglie di un uomo di buona volontà senza successo, preda dei trafficanti di droga, ma è bella, riservata e francese, e l’avvocato Guerrieri non resiste. Un’altra, che faceva la escort, ha il più bel locale della riviera, dove Guerrieri ogni tanto si riposa. Sempre innamorato, perdutamente, della moglie, la quale invece non vuole saperne di lui, benché bella-e-buona.
Insomma, tutto “in linea”, molto corretto. Se non che nella prima puntata della storia, novità totale per la Rai, sono in causa Procuratori della Repubblica arrivisti e senza scrupoli, tra carrierismo e spregiudicatezze.
La miniserie è basata sul giallo “La regola dell’equilibrio”, di Enrico Carofiglio, ex magistrato (troppo lavoro? troppo poco? troppo carrierismo?), poi  avvocato, che fa campagna per il NO al referendum sulla giustizia. Bisogna turarsi il naso?
Su Auditel il mare, le ville, Gassmann e tante ottime attrici hanno pareggiato con Max Giusti, con “Scherzi a parte”. Gli spettatori hanno mangiato la foglia? O è il Gassmann televisivo, che ha un solo registro, Speedy Gonzales?
Gianluca Maria Tavarelli, Guerrieri – La regola dell’equilibrio, Rai 1, Raiplay

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