domenica 15 marzo 2026

La democrazia è informazione - il problema dell'opinione pubblica

Non si celebra Habermas in Germania tanto quanto sui giornali italiani. Qua e là, curiosamente, non si ricorda che è un sopravvissuto, giusto perché suo padre era un clinico, potente se non insigne, che lo salvò dall’incenerimento: era nato con una malformazione alla bocca che lo avrebbe fatto rientrare nel Programma di Hitler T 4, di “purificazione della razza”. La stessa malformazione di cui fu vittima un fratello o cugino di papa Ratzinger, che fu portato d’autorità “al sanatorio” e non ritornò. E capita di leggere in contemporanea, su “7”, Baselitz, il pittore, classe 1938, figlio di un preside nazista, che solo ricorda: “Non conosco nessuna famiglia, davvero nessuna, dove ci fosse resistenza. Solo persone fiere di ciò che stava accadendo. I genitori erano orgogliosi dei loro figli diventati soldati”.
Se ne riconosce però, e non da ora, la statura intellettuale – stava per compiere i cento anni, e aveva ancora cose da dire. Su un tema apparentemente innocuo, scontato, e ora d’improvviso importante e necessario, l’importanza degli argomenti, della riflessione e dell’argomentazione, dello scambio: la forza della democrazia è lo scambio, quella non violenta, non coercitiva, dell’argomentazione migliore.
Aveva avuto problemi nell’insegnamento, nella lunga carriera. Per la palatoschisi, che gli rendeva poco udibile l’emissione e la pronuncia poco chiara. Ma non per questo meno impegnato sul fronte della comunicazione, della corretta formazione dell’opinione pubblica attraverso lo scambio.
Jürgen Habermas,
Storia e critica dell’opinione pubblica, Laterza, pp. 368 € 16

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