Il marchio Elkann, perdite sicure
Exor in rosso di 3 miliardi, una finanziaria di investimenti finanziari
e non produttivi, redditizi, fuori cioè dalle remore le oscillazioni del mercato,
può destare meraviglia. Ma fa il paio con l’investimento minimo, la Juventus, la squadra
di calcio, che riesce a perdere ogni anno, da quando è da lui curata,
centinaia di milioni, dopo campagne acquisti e ingaggi record per l’Italia.
Mentre si parla di chiudere Maserati. E dopo la Lancia. E poi dopo l’Alfa Romero.
Dopo aver liquidato la Fiat. E l’Iveco. E che dire di Ferrai – come si fa a
mandare in crisi un marchio come Ferrari? O “la Repubblica”.
Sarà un destino. Una madre cattiva come la sua non c’è nemmeno nei
fratelli Grimm, quelli delle favole nere. Ma i fallimenti sono troppi. Tutto
quello che John Elkann tocca va a male, e non può essere destino o sfortuna.
Il capitalismo familiare in Italia ha fatto e fa faville, ma ci sono dei
limiti.
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