O Babele o la Città di Dio
“La magnifica
umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare
una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e lʼumanità abitano
insieme”. La torre di Babele o la città di Dio, va subito al punto il papa venuto
da Chicago. L’alternativa naturalmente è sempre quella, tra il bene e il male,
ma nella specie attuale, “Sulla condizione della persona umana nel tempo dell’intelligenza
artificiale”, come la sua enciclica recita nel sottotitolo (un tempo si sarebbe
detto “persona” e basta, ma papa Prevost non si vuole “scorretto”, sa di stare
sui cocci a molti).
47 fittissime pagine,
corredate di 224 note. Per la sua prima enciclica il papa rinnova la “Rerum
novarum”, di cui ricorre il 135mo anniversario, di papa Leone XIII, di cui ha
voluto dirsi seguace, della Chiesa nel mondo. Impegnato a capire. Nella convinzione
che, se Cristo è Via, Verità e Vita, il mondo non può tradire.
Un papato felicemente
proiettato all’esterno delle Mura. Dal
grido per la pace all’impegno per individuare il bene e indirizzarvi il mondo. Il
nuovo Leviatano è l’Intelligenza Artificiale? È sempre minima la distanza fra il
diabolico e l’angelico.
Leone XIV, Magnifica Humanitas, in libera lettura online
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