Quando la Russia scopriva l’Europa, e l’Italia
Nel 1436-37 si
tenne, dapprima a Ferrara e poi a Firenze, un ultimo concilio tra la chiesa di
Roma e quella d’Oriente in vista della riunificazione. Con la partecipazione
dell’imperatore di Costantinopoli e dei suoi eredi, in cerca di un’alleanza che
rigenerasse lo spirito delle crociate, contro l’assedio islamico che lo
minacciava. Non si concluse nulla. Cioè, si concluse con una riunificazione,
che non tenne un giorno. L’imperatore e i metropoliti ortodossi che
parteciparono al concilio e siglarono e l’intesa furono sconfessati al ritorno.
Tra essi il metropolita russo Isidoro, di Mosca, il cui viaggio è la materia di
questa cronaca, stesa da un segretario. La chiesa di Roma e i principi
cristiani non aiutarono minimamente Costantinopoli contro i turchi.
A cura di Alda
Giambelluca Kossova, che lo ha ripescato come “primo diario di viaggio di un
russo nelle terre europee occidentali”, e lo ha tradotto – alla lettera? – con
una gradevole patina antiquata, una cronaca che si fa leggere per la
descrizione, generica ma anche minuta, sorpresa, delle novità delle tante città
tappa. E delle abitudini urbane in materia di accoglienza - che comunque per il
metropolita russo sono sempre in pompa.
Attraverso Kaliningrad e i Paesi baltici, Lubecca, la Germania settentrionale
e centrale, l’Austria e le Alpi, Venezia (città stranissima), Ferrara,
l’Appennino tosco-emiliano, e “la gloriosa città di Firenze”, luogo di molta
ammirazione. Nonché di una fede sempre credula, malgrado le diatribe teologali
che impediranno la riunificazione. Da ultimo superlativa: fra le cose notevoli
di Zagabria, “il giorno sette del mese di febbraio”, il cronista vede “nella
chiesa, in una teca nell’altare, il corpo perfettamente integro di un bambino,
uno degli assassinati da Erodoto quando nacque Gesù”. Proprio così, con l’Erodoto
per di più invece di Erode – svista della traduttrice? refuso?).
Anonimo russo, Da
Mosca a Firenze nel Quattrocento, Sellerio, remainders, pp. 64 € 6
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