Se la statregia Usa diventa l’erraticità
Scema la quota estera del debito
americano, spiega Morya Longo sul “Sole24 ore”, l’investimento nei titoli di
Stato Usa: nel 2008 era al 49 per cento del debito Usa, ora è al 30. Ma non
perché il resto del mondo ha disinvestito. È il debito americano che è
cresciuto: “Dal 2008 a oggi i titoli di Stato Usa sono aumentati da 6.400 a
31.400 miliardi di dollari”, sono quintuplicati. E gli investimenti esteri si
sono fermati – per le guerre? i mutui con ipoteche di sesto e settimo grado?
l’erraticità politica?
Il mondo, condotto dall’America a una ricchezza
come non mai, improvvisa e generale, nel primissimo millenni, con la
globalizzazione, cammina ora nell’incertezza. Ma più, ancora, nel timore. Per
l’erraticità politica intervenuta.
Per tutto il Novecento l’America ha
marciato con strategie politiche considerate e vincenti. Con errori – Cuba, il
Vietnam, il radicalismo islamico. Ma con ravvedimenti, per tornare al “piano” vincente.
La seconda presidenza Trump
sembra accreditare l’erraticità come una strategia.
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