La terza Guerra del Golfo (7) – Abramo addio, Nato araba
Vittima della guerra è al momento Israele, di Netanyahu e dopo. Perché
il nodo nucleare non si può sciogliere, non con le armi. Mentre la
normalizzazione dei rapporti con le petromonarchie del Golfo, con la garanzia
americana, gli “accordi di Abamo”, è la prima vittima della guerra. Non solo
gli Al Thani del Qatar – a settembre bombardato da Israele - e i Saud dell’Arabia
se ne tengono lontani. E i Sabah del Kuwait. Avrebbero ora dubbi anche gli Al Maktum del Dubai,
benché la federazione, Emirati Arabi Uniti, e cioè Abu Dhabi, abbia avviato gli
accordi cinque anni fa, sullo scorcio della prima presidenza Trump. Anche il
Pakistan, a cui era stato esteso l’invito a sottoscrivere nel 2020, è ora
fuori.
Invece che della pace con Israele, si parla di una Nato araba - o islamica, con Pakistan e Turchia. Che probabilmente non si farà, il panarabismo è da tempo defunto. Ma è stata proposta in Egitto, trovando subito echi in Qatar e in Kuwait, e ufficiosamente in Arabia Saudita e in Siria. Una alleanza difensiva, naturalmente.
La normalizzazione dei rapporti con Israele, con
la garanzia americana, rimane limitata ad Abu Dhabi e al Marocco - a cui Trump ha dato in cambio il riconoscimento
della sovranità sul Sahara ex spagnolo, contesa dall’Algeria. E al Kazakistan. E ai trattati di pace, sempre patrocinati da Washington, con Egitto e Giordania.
(continua)
Nessun commento:
Posta un commento