giovedì 4 giugno 2026

La terza Guerra del Golfo (7) – Abramo addio, Nato araba

Vittima della guerra è al momento Israele, di Netanyahu e dopo. Perché il nodo nucleare non si può sciogliere, non con le armi. Mentre la normalizzazione dei rapporti con le petromonarchie del Golfo, con la garanzia americana, gli “accordi di Abamo”, è la prima vittima della guerra. Non solo gli Al Thani del Qatar – a settembre bombardato da Israele - e i Saud dell’Arabia se ne tengono lontani. E i Sabah del Kuwait. Avrebbero ora dubbi anche gli Al Maktum del Dubai, benché la federazione, Emirati Arabi Uniti, e cioè Abu Dhabi, abbia avviato gli accordi cinque anni fa, sullo scorcio della prima presidenza Trump. Anche il Pakistan, a cui era stato esteso l’invito a sottoscrivere nel 2020, è ora fuori.

Invece che della pace con Israele, si parla di una Nato araba - o islamica, con Pakistan e Turchia. Che probabilmente non si farà, il panarabismo è da tempo defunto. Ma è stata proposta in Egitto, trovando subito echi in Qatar e in Kuwait, e ufficiosamente in Arabia Saudita e in Siria. Una alleanza difensiva, naturalmente. 
La normalizzazione dei rapporti con Israele, con la garanzia americana, rimane limitata ad Abu Dhabi e al Marocco - 
a cui Trump ha dato in cambio il riconoscimento della sovranità sul Sahara ex spagnolo, contesa dall’Algeria. E al Kazakistan. E ai trattati di pace, sempre patrocinati da Washington, con Egitto e Giordania.

(continua)

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