L’invenzione della buona fede
“I costruttori hanno seguito le regole
ed erano in buona fede”. Assoluzione piena per questo dal Tribunale milanese della
giudice monocratica Paola Braggion – ci ha perso pochi minuti in camera di
consiglio, aveva già steso il dispositivo. Per chi ha costruito un grattacielo,
una quarantina di appartamenti, come “ristrutturazione” di due casupole. La “buona
fede” del reo è invenzione strepitosa della giudice Braggion. Anche se, bisogna
dire, l’invenzione non è sua ma della prima gip del caso, Sonia Mancini. Rafforzata
dal Tribunale del Riesame, Paola Pendino, Francesca Ghezzi e Vincenza
Papagno.
O non sarà questa invenzione strepitosa
opera femminile, le giudici essendo tutte donne prima che amiche o compagne del
sindaco Sala? No, perché in gara con Pendino-Ghezzi-Papagno concorre all’invenzione
strepitosa il trio Carla Galli-Monica Amicone-Alberto Nosenzo. Giudice influente,
quest’ultimo. Come da celebrazione dell’IA: “Galli, Nosenzo e Amicone sono i
giudici della Sezione 12 Penale del Tribunale del Riesame di Milano,
noti per aver annullato i sequestri e dissequestrato diversi importanti
cantieri ed edifici legati alle inchieste milanesi sull'urbanistica,
riconoscendo la «buona fede» degli acquirenti e dei costruttori coinvolti”.
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