venerdì 5 giugno 2026

Trump e Netanyahu hanno resuscitato gli ayatollah

“Come una Repubblica islamica rinnovata trasformerà il Medio Oriente” è il tema del saggio, di due autori molto laici: “All’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, a febbraio, la Repubblica islamica appariva provata e indebolita. I bombardamenti su larga scala avevano distrutto l’industria e le infrastrutture, e il blocco navale statunitense aveva devastato un'’economia già in difficoltà. Ai primi di marzo, il presidente americano Donald Trump dichiarò ai giornalisti a bordo dell’Air Force One: «Abbiamo decimato il loro intero impero malvagio». Alcune settimane dopo, proclamò una «vittoria totale e completa». A tre mesi dall’inizio del conflitto, tuttavia, la situazione appare ben diversa. L’Iran conserva le sue capacità militari e industriali e, nonostante l’appello di Trump agli iraniani a rovesciare il regime, non si profila alcuna rivolta popolare. L’obiettivo iniziale della guerra – infliggere il colpo di grazia alla Repubblica islamica – si è rivelato irraggiungibile”.
Non è tutto: “Anziché spezzare l’Iran, il crogiolo della guerra lo ha trasformato in modi inaspettati. Per sopravvivere e acquisire nuovi vantaggi strategici, la Repubblica Islamica ha dovuto adattarsi e innovare, cambiando il modo in cui conduceva la guerra, governava lo Stato e amministrava la società. E ha dovuto farlo con una rapidità senza precedenti. Teheran ora è fiduciosa di quanto ha ottenuto ed è determinata a consolidare questi successi sia in patria che all’estero. La guerra ha dato origine a un nuovo Iran, un Iran che rimodellerà il Medio Oriente e influenzerà il corso della geopolitica per gli anni a venire”.
I lettori di questo sito lo sanno da un pezzo: è già possibile vedere in atto gli esiti non voluti di questa guerra, sul regime in Iran, e sulla libertà di navigazione, nel Golfo, nel Medio Oriente, sulla proliferazione nucleare, sulle egemonie mondiali. Nasr è uno studioso iraniano presto emigrato in America, professore alla Johns Hopkins, della cui Sais, School of Advanced International Studies, è stato anche preside, consulente strategico sul Medio Oriente. Bajoghli, americana di famiglia iraniana, è professore associato della stessa Johns Hopkins University Sais.
Narges Bajoghli-Vali Nasr, Iran’s New Grand Strategy, “Foreign Affairs”, luglio-agosto 2026, in libera lettura online - anche in italiano, La nuova grande strategia dell’Iran)

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