Un Quad nucleare islamico a difesa da Israele
La guerra di Trump e Netanyahu darà all’Iran non soltanto il controllo –
sia pure solo formale – dello stretto di Hormuz, ma anche il sostegno di buona parte
dei potentati arabi del Golfo. Da una parte gli Emirati (essenzialmente Abu Dhabi
e Dubai) si sono rivoltati contro la supremazia iraniano-saudita dell’Opec, e
hanno allargato gli “accordi di Abramo”, del riconoscimento reciproco con Israele,
allo stazionamento di truppe israeliane in territorio emiratino, e alla
protezione antiaerea col sistema israeliano Iron Dome. L’Arabia Saudita ha voluto
truppe pakistane a difesa, ha avanzato e sostenuto la mediazione pakistana nel
conflitto, e lavora a una sorta di Quad islamico, un accordo se non un’alleanza,
quadrilaterale, di reciproca difesa, con Pakistan, Egitto e Turchia.
Nei primi giorni della guerra Iran e Arabia Saudita si sono scambiati
missili. Ma Teheran li ha giustificati in quanto diretti contro basi americane.
L’Arabia Saudita ha fatto precedere la rappresaglia da informazioni anticipate.
A Londra l’IISS, International Institute for Strategic Studies, vede nel
Quad islamico la contrapposizione della “bomba” pakistana alla “bomba” di
Israele, con l’appoggio degli Emirati.
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