giovedì 16 luglio 2026

Avere Lavitola per amico

Alcune cose sono chiare nella vicenda Ranucci-Lavitola. L’attentato è stato organizzato da Lavitola. A fini dimostrativi? Probabile, conoscendo la propensione di Lavitola ai margini della legalità. Compreso il vecchio “impegno”. In questo caso elettorale: l’attentato dimostrativo, in una col sondaggio-diffusione su Ranucci uomo della Provvidenza.
Una certezza c’è, ed è Lavitola. Un giornalista,i poco conto, anzi di dubbia appartenemza professionale. Socialista anche questo per modo di dire. Della “corrente napoletana e o del Golfo”. Che nella crisi del Psi dopo il 1992 s’impossessa della testata storica del partito. Non della testata, attenzione, “Avanti!”, che è immersa in una procedura fallimentare. Ma di una furbamente analoga, nella grafica e nella compitazione, “L’Avanti!” – come dire il vero e il migliore. Sempre della “corrente del Golfo”, dei rimasugli ormai. Ma in grado di accedere – come? – alle sovvenzioni pubbliche ai giornali politici.
Su questo la criminalità di Lavitola è riconosciuta. È stato codannato dalla Corte dei Conti a risarcire 23 milioni dei fondi per l’editoria che si era intascato col quotidiano – che si stampava in poche copie, non circolava. Come abbia potuto farlo è rimasto un mistero, ma il fatto è avvenuto. Lavitola è stato condannato anche in sede penale, per la “compravendita” dei senatori, sempre in ambito “Golfo” o campano, nel 2015 a favore di Berlusconi. Per il quale si spendeva per incontri con ragazzine - almeno una delle quali famosamente fece la prima sui giornali. Uno agile, insomma, a più versanti. Ora trafficava, pare, in “carbon credit”. È possibile, è un’altra lucrosa manna pubblica. Sempre con protezioni istituzionali, nella Funzione Pubblica, come già per i fondi per l’editoria?
L’apertura della pescheria e del ristorante ai Quattro Venti di Monteverdevecchio è di una decina di anni fa. Ha avuto sempre l’aria di un ripiego e o di una copertura – una presenza estranea all’ambiente, di tranquilla piccola borghesia. Ma non si può dire. Lavitola comunque, che non ne aveva bisogno, ha subito fatto sapere in giro che ne era il proprietario.
Si può essere amici di Lavitola, come Ranucci pretende. Ma sapendo che era ed è un (simpatico?) lestofante? Un giornalista investigativo, come vogliono si dica di loro - anche se sempre della vil razza dannata dei cronisti di nera.

Lavitola è il tipo, sicuramente ha “investito” su Ranucci, una volta catturato in qualche maniera. Magari solo perché una sera è andato a cena al suo ristorante. O vi si vedeva con qualche amante, anche se la parola è ora vietata. Ma Ranucci, re del giornalismo investigativo, come fa a investire su Lavitola?
 

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