Il giornalismo delle mani lavate
Delle grandi interviste nelle quali Biagi si specializzò, sul “Corriere della sera” e
in televisione, si dice che all’Avvocato Agnelli, che gli confessava di avere
appena sgozzato sua moglie e di esserne sconvolto, Biagi chiedesse: “E che ne
dice dell’accoppiata Platini-Boniek?” Interviste in un certo senso pietrificate,
le sue, non maneggevoli o improvvisate come si vuole di ogno conversazione.
Biagi
era amabile e leggibile, ma seguiva la “scaletta”, immutabile – Tonino Tatò, il
segretario tuttofare dell’impacciato Berlinguer, si vantava di prevederne anche
la scansione dei tempi: l’origine (Sardegna), la famiglia (radicalismo,
massoneria, comunismo, cugini), la Figc, l’innamoramento, etc.
Qui
Berlinguer non c’è, né nessun altro politico - Severgnini ha scelto un po’ di
artisti (Natalia Ginzburg, Fellini, Mastroianni, Soldati, Fo), un paio di
personaggi “tutte noi”, Rada Kruscev e Maria Falcone), e il solo politico un po’
artista, Andreotti. Interviste godibili, ma rigide – “dirette differite”, come
venivano proponendosi e poi saranno la tecnica dei talk show, finte dirette, registrare prima perché non si sa mai. Con una sorpresa, in questa raccolta: Rada Kruscev, la figlia di Nikita, spiega la vita tranquilla sotto il terrore sovietico, ancora dopo la guerra, per una introiezione del regime che nessun trattato sociopolitico, allora e dopo, ha spiegato, anche se sparivano i vicini, gli amici e perfino congiunti stretti.
Queste
interviste sono peraltro l’unico gemere che si rimette in circolazione di Biagi,
che fu un grande bestsellerista e oggi nessuno ricorda. Biagi è, come Scalfari,
un egomaniaco socialista anti-socialista, terribili contro il Psi quando
governava e poi padrini del finto “Mani Pulite”. Nel nome della purezza, delle mani
lavate.
Enzo
Biagi, Le grandi interviste,
“Corriere della sera”, pp. 62, gratuito col quotidiano
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