martedì 21 luglio 2026

Il giornalismo delle mani lavate

Delle grandi interviste nelle quali Biagi si specializzò, sul “Corriere della sera” e in televisione, si dice che all’Avvocato Agnelli, che gli confessava di avere appena sgozzato sua moglie e di esserne sconvolto, Biagi chiedesse: “E che ne dice dell’accoppiata Platini-Boniek?” Interviste in un certo senso pietrificate, le sue, non maneggevoli o improvvisate come si vuole di ogno conversazione.
Biagi era amabile e leggibile, ma seguiva la “scaletta”, immutabile – Tonino Tatò, il segretario tuttofare dell’impacciato Berlinguer, si vantava di prevederne anche la scansione dei tempi: l’origine (Sardegna), la famiglia (radicalismo, massoneria, comunismo, cugini), la Figc, l’innamoramento, etc.
Qui Berlinguer non c’è, né nessun altro politico - Severgnini ha scelto un po’ di artisti (Natalia Ginzburg, Fellini, Mastroianni, Soldati, Fo), un paio di personaggi “tutte noi”, Rada Kruscev e Maria Falcone), e il solo politico un po’ artista, Andreotti. Interviste godibili, ma rigide – “dirette differite”, come venivano proponendosi e poi saranno la tecnica dei talk show, finte dirette, registrare prima perché non si sa mai. Con una sorpresa, in questa raccolta: Rada Kruscev, la figlia di Nikita, spiega la vita tranquilla sotto il terrore sovietico, ancora dopo la guerra, per una introiezione del regime che nessun trattato sociopolitico, allora e dopo, ha spiegato, anche se sparivano i vicini, gli amici e perfino congiunti stretti. 
Queste interviste sono peraltro l’unico gemere che si rimette in circolazione di Biagi, che fu un grande bestsellerista e oggi nessuno ricorda. Biagi è, come Scalfari, un egomaniaco socialista anti-socialista, terribili contro il Psi quando governava e poi padrini del finto “Mani Pulite”. Nel nome della purezza, delle mani lavate.
Enzo Biagi, Le grandi interviste, “Corriere della sera”, pp. 62, gratuito col quotidiano

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