L'Ucraina ha ribaltato le sorti della guerra, la Russia si è indebolita, i giovani russi si sottraggono alla leva, Putin è un uomo solo al comando, l'Europa compatta ha fatto la sua prima prova di potenza autonoma. Sono "notizie di guerra", quando cioè è lecito tutto dire, ma poiché noi non siamo in guerra andrebbero verificate, soppesate. Utilizzate, soprattutto, nel quadro di una strategia vincente o meno perdente.
Puo darsi che l'Ucraina non abbia una crisi potitica (corruzione), problemi col reclutsmento, il sistema elettrico collassato. Ma perderà il Donbass, regione vasta, mineraria, e strategica. Che consente alla Russia la continuità territoriale con la Crimea. Mentre l'Europa si è invischiata in una guerra che gli Stati Uniti hanno favorito per indebolirla, separandola dalla Russia - e hanno sostenuto militarmente poco, (dietro l'implausibile scusa dello shortage di armamento - una barzelletta - e comunque a spese degli arsenali europei, e politicamente zero.
Anche sotto il profilo della "guerra giusta", l'Ucraina non ha tutti i titoli. La guerra è sicuramente di aggressione. Ma la Russia ci è arrivata dopo una serie di provocazioni: manifestazioni di piazza, sovvertimenti politici, contro risultati elettorali non contestati, discriminazioni contro la minoranza russa e russofila, soprattutto nel Donbass. E dopo gli accordi di Minsk, mediati dall'Europa, del 2015, per appianare i contrasti con la minoranza russa, sottoscritti anche dall'Ucraina, che il governo Zelensky non ha voluto applicare.
I governi americani Bush jr. E Obama-Biden hanno favorito l'ipotesi di una Ucraina dentro la Nato. Ipotesi in contrasto con gli accordi sottoscritti con Gorbaciov per avere il consenso alla riunificazione pacifica della Germania. Malgrado gli espliciti avvertimenti dell'ambasciata americana a Mosca, resi pubblici da wikileaks o dal Dipartimento di Stato, di una "linea rossa" che il Cremlino considerava insuperabile sulla base delle intese post 1989, una Ucraina dentro la Nato.
Gli Stati Uniti non considerano la Russia un nemico, che anzi corteggiano nel quadro del confronto pacifico, economico e non militare, con la Cina comunista. Hanno però favorito e finanziato la politica ucraina anti-russa dell'interno. E condotto, attraverso gli europei antirussi - i neo membri Polonia, Baltici, i neo membri Nato scandinavi - e i governi europei deboli di Francia e Gran Betagna, la UE a tagliarsi i ponti con la Russia, col superamento della "linea rossa" Ucraina nella Nato. Nel quadro della mai abbandonata, seppure sottotraccia, strategia anti-Fortezza Europa.
Irrilevanti le considerazioni a margine. La Russia non è una democrazia. Nemmeno l'Ucraina lo è. I giovani russi protestano contro l'arruolamento. Anche i giovani ucraini hanno protestato, a Leopoli e altrove - sarebbe questo il motivo principale del siluramento, non altrimenti spiegato , e della popolarità, del ministro della Difesa Fedorov, che puntava sulla tecnologia come arma di difesa, con meno arruolamenti forzosi di giovani di leva.
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