Quando la Francia ordinò la morte del malato
Il primo intervento pubblico di Houellebecq contro l’eutanasia – allora
non ancora in discussione al Parlamento in Francia, oggi legge dello Stato, dal
15 luglio. Contro la ministra della Salute e della Solidarietà, Agnès Buzyn,
che si era costituita in giudizio in Cassazione con la parte della famiglia di
Vincent Lambert che ne chiedeva la fine. Una lettera forte che provocò molte
reazioni polemiche. Ma costò la carriera politica alla ministra, benché agisse
sotto le direttive del presidente Macron: il suo primo ministro Philippe le impose
la candidatura perdente per il centro-destra a sindaco di Parigi, e Buzyn è
tornata a praticare l’ematologia.
“Vincent Lambert non ha redatto alcuna direttiva. Circostanza aggravante,
era infermiere, avrebbe dovuto sapere, meglio di chiunque altro….”. E “non era
affatto in preda a sofferenze insostenibili”. In ogni caso, “una scoperta
straordinaria, che apportava una soluzione elegante a un problema che si trascina
dall’origine dell’umanità”, il dolore fisico, “è stata fatta nel 1804: quella
della morfina. A cui si aggiungono “le
straordinarie possibilità dell’ipnosi”.
Quanto al costo per la sanità pubblica, è un falso argomento: “Una
sonda per l’acqua, e un’altra per gli alimenti, non sembrano richiedere una tecnologia
considerevole, e si possono anche fare a domicilio, come avviene più spesso, e
richiedevano i suoi genitori”.
No, non è per la “dignità” che la ministra è andata in Tribunale, in
Cassazione. È come dice lei, per “aprire una breccia” e per “far evolvere le
mentalità”. Del che, conclude lo scrittore, “non c’è motivo di rallegrarsi”.
Michel
Houellebecq, Vincent Lambert, mort pour l’exemple, “Le Monde”,11 luglio
2019, online
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