Un titolo anodino per un racconto di viaggio fra i più apprezzabili e godibili del genere, benché vecchio di un secolo e mezzo - il geologo "prussiano" (ma era di Duisburg, nome che poi sempre la Calabria renderà diversamente famoso), italianista, approccio' la Calabria ai suoi quarant'anni nel 1871, dopo altre escursioni nel Nord e nel Sud Italia - qui in compagnia di "tre colleghi viennesi illustri", due specialisti di mineralogia e un curioso, non italianisti, unicamente interessati ai graniti.
Un racconto di viaggio dello stesso livello, per limitarsi alla Calabria, di quelli classici di Edward Ler e Norman Douglas. Curioso sempre - anche della curiosità dei bambini. Ammirativo: "La Magna Grecia e la Sicilia, le regioni più ricche e fertili del mondo". Severo, sull'assenza di igiene - e delle donne ( se si vedono, non parlano). Forte caratterista. Il sindaco di Siderno Falletti, già patriota, di ospitalità senza limiti. I baroni C. di Stilo, con arredi principeschi, ma con l'ambita cena sempre tardiva - non prima delle dieci. L'ingegnere che tutto sa. Il geologo pure - ma per sicura e rispettata esperienza. L'arciprete giovialone e ospitale tanto quanto sporco, lui e le sue stanze. Le donne in fila all'acqua, o sotto le fascine al ritorno dai campi, l'uomo davanti, su una cavalcatura. La vivacità e l'ignoranza dei bambini - solo una volta gliene trovano uno, "un seienne", che sa leggere. Gli animali domestici in casa, compreso il porco.
I lapidei di Serra San Bruno che lavorano i marmi di Carrara, "trasportati fin lassù, a forse piu di mille metri s.l.m.". Le ricostruzioni dettagliate dei luoghi dove ha alloggiato, di utilità storica, Messina, Reggio, Bova, Siderno-Caulonia, Stilo. E della geografia-geologia minuta. Con toponimi per una volta senza sbavature. La Cattolica di Stilo spiegata e descritta come mai dopo, per acume e precisione - "la Cattolica antica che con le sue cinque cupole ricorda la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli". La "scoperta" di San Giovanni "Vecchio", san Giovanni Theresti, che allora si presentava in forma di rudere, ex stalla, un porcile, ma con "dappertutto un senso di vastità, di grandezza, di selvaggio".
Un libro di viaggio, in Calabria, regione eccentrica, nel remoto 1871, che è un manuale dei libri di viaggio. Curioso e intelligente, preciso e vivido, di persone e cose. Un quadro mineralogico, per ambienti grandi e minimi, che poi non ha avuto aggiornamenti e neppure considerazione - la Calabria? terra di terremoti.
E la storia. Le memorie del '47-'48, a Messina e a Gerace. Il Re Bomba Ferdinando II, tanto incapace quanto distruttivo. L'ospitalità greca - "quella cortesia e finezza che i Calabresi usano quando trattano coi forestieri". Il braciere. La famiglia estesa alla servitù. Le "dolomiti" di Canolo. I sequestri di persona a fini di riscatto, uso barbaresco.
La fruizione è resa più godibile da Teodoro Scamardi, il germanista. E anche più pregna, dotandola di un'introduzione che colloca la Calabria popolare, tra ignoranza, povertà e sporcizia, usolamento (niente scuole niente strade, l'eredita' borbonica) alla vigilia della fuga, l'emigrazione, dieci anni dopo. Con sintesi fulminee e precise sul brigantaggio, sulla repressione postunitaria (sembra di leggere le cronache di Kappler 1943-44, tra Apuane e Appennino tosco-emiliano), sulla donna mulo, invisibile in casa, sull'analfabetismo. Un quadro eccellente della Calabria postunitaria, e della politica unitaria - tutti piemontesi, i colonnelli e i prefetti.
Gerhard vom Rath, Un'escursione in Calabria, Rubbettino, pp. 197, ril. Ill. € 7 90
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