venerdì 22 marzo 2024

L’Occidente a due velocità

Mentre procede il “disaccoppiamento” delle “catene di valore2 (catene produttive) – essenzialmente il disaccoppiamento dalla Cina promosso dagli Stati Uniti – si rileva, tra i paesi ricchi, un divario rilevante di crescita dell’economia tra gli Stati Uniti e l’Europa. Il Fondo Monetario Internazionale stima per il biennio 2023-2024 una crescita del pil americano del 2,5 e del 2,1 per cento, mentre quello europeo si limita allo 0,5 e allo 0,9. Nel 2025 il divario secondo il Fmi si restringe, ma secondo l’Ocse persisterà.
Sei i fattori del divario. La stretta monetaria ha pesato e pesa di più in Europa, che ha un sistema produttivo legato al credito più che ai finanziamenti sul mercato. Il post-covid ha visto una forte ripresa dei consumi in America, mentre le famiglie europee hanno ripreso nella pandemia l’abitudine al risparmio. Lo shock sul mercato dell’energia conseguente alla guerra russa all’Ucraina ha colpito l’Europa. L’amministrazione Biden ha avviato vasti programmi di spesa pubblica, per un disavanzo suppletivo di 8,8 punti di pil nel 2023, e di 7,6 nel 2024- 2025. Mentre in Europa la manovra corrispettiva è dimezzata, a 3,3-3,7 punti di pil. Le sovvenzioni industriali dei piani di rilancio americani hanno portato in America molti investimenti europei, originariamente previsti in Europa. Il crollo del commercio mondiale nell’ultimo quinquennio ha colpito l’Europa perché più esposta sui mercati internazionali: l’America è ancora un mercato continentale, l’interscambio col resto del mondo è un quinto del pil (il 21 per cento), mentre l’Europa ne dipende per un terzo (il 32 per cento) del pil.

Nessun commento:

Posta un commento