venerdì 22 marzo 2024

L’Europa arranca nella produttività

Chi lavora meglio, più produttivamente, in Occidente: gli Stati Uniti o l’Europa? Un tema trascurato, la produttività, del lavoro o dei materiali, in termini di resa per unità di costo. In America si stima la migliore performance dell’economia rispetto all’Europa come l’effetto della migliore produttività. L’investimento in nuove tecnologie in rapporto al pil è stato nel 2022 il 3,7 per cento negli Usa e il 2,3 nell’Eurozona. La spesa in ricerca e sviluppo, sempre in rapporto al pil, è stata nel 2012 del 3,5 negli Usa e del 2,3 nel’Eurozona. Il tasso di formazione dello stock di capitale (escluse le abitazioni) in rapporto al pil è stato nei vent’anni 2002-2022 il 2,4 per cento annuo negli Usa, l’1,7 nel’Eurozona. I brevetti per milione di abitanti nel 2023 sono stati 40 negli Usa e 28 nel’Eurozona. L’economista Patrick Artus, specialista di questi calcoli, stima che la produttività pro capite nel primo ventennio del millennio è cresciuta del 43 per cento negli Stati Uniti e del 10 per cento nell’Eurozona.
Di parere opposto è l’“Economist”, che alla produttività comparata ha dedicato un’indagine quattro mesi fa. Secondo l’“Economist” gli Stati Uniti hanno registrato un’impennata nella produttività nel decennio 1995-2004, per la diffusione della tecnologia informatica. Ma dal 2011 hanno ripreso a soffrire di un “declino secolare” della “produttività manifatturiera”. Sia nei beni durevoli sia nei non durevoli.
Secondo le misurazioni della rivista, tra il 2000 e il 2011 la produttività manifatturiera americana è cresciuta del 45 per vento, contro il 38 per cento Ue (senza la Gran Bretagna). Nel decennio successivo, tra il 211 e il 2022, è invece declinata, di un 5 per cento, mente in Europa è cresciuta di un altro 21 per cento.

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