L'alcol libera
Eugenia,
amabile donna senz’altra attività che la cura del proprio benessere, si accorse
al compimento della media età dantesca, gustando con sorpresa i piaceri
rinnovati della vita multiforme, che non amava suo marito se non quando egli si
teneva discosto da lei. Il suo problema fu quindi di tenerlo lontano senza
rifiutarsi e offenderlo. Finché non addivenne alla soluzione: il dovere
adempiva nella ripetizione, senza lasciarsi andare, nel mentre che studiava
tempi e metodi. Si accorse così che egli diventava pressante quando non aveva
bevuto i suoi tre scotch. Il che avveniva il fine settimana e nelle vacanze. Ma
non era la vacanza la causa dell’effetto, bensì la mancanza di alcol, che il
marito, morigerato, associava nei feriali al dopo lavoro: finita la giornata,
si tirava su con il whisky, che fa bene anche alla circolazione, per non
esserle di peso con le angustie rutiniere, e dopo cena si appisolava. Allo
stesso effetto conducevano infatti le feste durante le vacanze.
Eugenia prese allora ad approntare scotch in gran numero, poiché voleva
bene a suo marito, e presto soddisfazione ebbe doppia: la conferma della sua
intuizione e il marito ideale senza il matrimonio.
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