giovedì 12 marzo 2026

La guerra costerà molto, a chi non la fa

E al decimo o dodicesimo giorno il mondo si risvegliò: la guerra c’è. Allarmato, con ordini, contrordini, minacce, e misure naturalmente radicali. Perché quando manca il petrolio la guerra c’è per tutti: tutto costa, e qualcosa manca.
L’affaccendarsi però sa di scongiuro, più che altro. O forse di ammuìna – l’indimenticabile precetto bellico borbonico dell’agitarsi per mettere paura, col “facit’a faccia feroce, cchiù feroc’ancora”: sanzioni, controsanzioni, riserve, vigilanze, per una guerra vinta in partenza, mentre il costo è a venire, e sarà salato, comunque.
Il governo italiano minaccia sanzioni, e rappresaglie sulle accise a chi rincara la benzina e il gas – tutta roba che viene letta sulla scorta del Manzoni, delle indimenticabili “grida”. Trump “libera” non si sa che percentuale delle riserve energetiche americane, da immettere nel mercato americano, per calmierare i prezzi. L’Agenzia Internazionale per l’Energia, che raggruppa i 32 paesi grandi consumatori di petrolio, ha deciso che si vendano 400 milioni di barili di greggio dalla riserva collettiva di emergenza, un terzo delle riserve combinate del gruppo (detto così sembra molto, ma sono 55 milioni di tonnellate, quanto ne consuma la sola Italia in un anno).
Mettere sul mercato le riserve, a che fine? Non si sa. Forse per calmierare i prezzi - che invece scontano paure “future”. Calmiere e calmierare, residui della dottrina autarchica, non hanno mai funzionato - in un’economia vera e non fittizia non possono. Gli Usa, p.es., sono autosufficienti in materia di petrolio e gas (che anzi esportano in Europa, e più caro, in sostituzione del gas russo...), ma Trump ora è certo che perderà le elezioni a

 novembre per il caro-benzina.
Lo dice anche l’“Economist”: “Deviare le forniture, liberare le riserve, revocare le sanzioni, aumentare la produzione e scortare le petroliere attraverso Hormuz hanno tutti i loro svantaggi. Se queste misure falliscono, i paesi potrebbero vietare le esportazioni di energia, e lo shock petrolifero di questa settimana sembrerà solo un preludio alla crisi che verrà”. Questa guerra, a che scopo?

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