Quando la pazzia si curò con l’allegria
Il
manicomio femminile di Magliano come narrato, dopo averlo “ristrutturato”, nelle
pratiche e negli esiti, a partire dal 1943, reduce dalla guerra in Libia, da
Mario Tobino – e da lui poi famosamente raccontato, quando passò da dottore a
scrittore. In una ricostruzione (una miniserie di tre serate) drammatizzata nei
giusti registri, con molti momenti di distensione. Prima si andava avanti con elettroshock,
bagni gelati e camicie di forza, per distruggere la mente delle internate – e abusi
notturni sule più giovani, dopo averle addormentate con l’etere (ma questo non era
istituzionale, era solo tollerato). Con un gradevole Lino Guanciale - imbellisce,
e non è male, lo psichiatra che impersona,
Tobio era piccolo e rotondetto. E con due attrici perfette nei ruoli delle due internate
più delicate, Grace Kicaj e Gaia Messerklinger. Ma tutta la panoplia, delle
tante internate a Magliano, è perfetta: misurata, sgraziata il giusto -
miracolo delle caratterizzazioni, che ora si riscoprono.
Michele Soavi, Le libere donne, Rai 1, Raiplay
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