sabato 25 aprile 2026

Il bolero di Ravel, dalla fabbrica al letto

Ravel è incaricato da Ida Rubinstein di un nuovo balletto, un’idea musicale per un nuovo balletto. Prosegue la sua attività di concertista, anche in America. Rivede la sua gioventù, quando veniva inesorabilmente bocciato, cinque volte, al Prix de Rome – una borsa di studio ricca, con possibilità di fruirne a Roma senza spese, all’Accademia di Francia a Trinità dei Monti: ne avevano beneficiato i grandi della musica francese, Berlioz, Gounod, Bizet, Massenet, recentemente Debussy. Rivede la madre, che sempre ha creduto in lui – lei e qualche amico. Soprattutto si vede con Misia Sert, che ha sempre la chiave per rianimarlo - forse l’amore che non ha voluto (frequenta i bordelli). Finché non scopre, sempre attento ai rumori, anche insignificanti, di guanti che scivolano, quelli ritmici della fabbrica. E ci costruisce sopra l’accordo base, che poi elabora per un minuto, e ripetendolo diciassette volte ha il balletto commissionato. Qualche screzio con la Rubinstein, che ne fa un balletto erotico – “che volevi, la fabbrica in palcoscenico?”. E presto, poi, la fine. Una trama lineare, anche breve, per un racconto d’epoca e di atmosfere. Dell’amicizia soprattutto, di un approccio semplice alla vita, benché di artista – ha solo problemi di ate, di mestiere.
Anne Fontaine, Boléro, Sky Cinema, Now

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