Il più grande processo del mondo
Sei
giurati popolari e due togati, il presidente della Corte d’assise e il giudice
a latere, discutono e si confrontano per 36 giorni, in camera di consiglio,
isolati cioè dal mondo, per sbrogliare i giudizi e le pene del maxiprocesso di
Palermo, 1986, contro centinaia di mafiosi. Ma non è un legal thriller all’americana.
Il presidente, Alfredo Giordano, che si è assunto l’onere del processo, il più imponente
al mondo, pare, nella storia della giustizia, e il suo giudice Pietro Grasso, oggi
senatore, discutono sulle imputazioni, e sula determinazione delle condanne, anche
un po’si azzuffano. I giudici popolari servono per allentare un po’ la tensione
- come un gatto, che fa capolino nel cortile del reclusorio, dove i giurati “prendono
l’aria”, come nelle carceri, e un pifferaio che chissà come si intrufola.
Un
dialogo teatrale in realtà, fra Sergio Rubini e Massimo Popolizio, il presidente
e il giudice subordinato,
che
tengono viva la materia. Ma, poi, tutto è scontato, gli esiti e le pene essendo
note.
Un
atto – un film - “civile”, forse di proposito. In vista dei quarant’anni, quest’anno,
dell’avvio del processo. Con 475 imputati da giudicare.
Fiorella
Infascelli, La camera di consiglio, Sky Cinema, Now
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