martedì 21 aprile 2026
Il più grande processo del mondo
Sei giurati popolari e due togati, il presidente della Corte d’assise e il giudice a latere, discutono e si confrontano per 36 giorni, in camera di consiglio, isolati cioè dal mondo, per sbrogliare i giudizi e le pene del maxiprocesso di Palermo, 1986, contro centinaia di mafiosi. Ma non è un legal thriller all’americana. Il presidente, Alfredo Giordano, che si è assunto l’onere del processo, il più imponente al mondo, pare, nella storia della giustizia, e il suo giudice Pietro Grasso, oggi senatore, discutono sulle imputazioni, e sula determinazione delle condanne, anche un po’si azzuffano. I giudici popolari servono per allentare un po’ la tensione - come un gatto, che fa capolino nel cortile del reclusorio, dove i giurati “prendono l’aria”, come nelle carceri, e un pifferaio che chissà come si intrufola.
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