lunedì 22 giugno 2026

Contro la Bibbia di Israele

 La morte della storia biblica, o bislismo, sotto i colpi della storiografia israeliana? Come l’archeologia e la storiografia, anche gli studi biblici, nei quali Whitelam aveva maturato un’autorità indiscussa, sono state disorganizzate dall’evoluzione di Israele verso uno Stato tribale. Che ha indotto a una revisione di tutti i canoni, storici, archeologici e biblistici per ricondurre la Bibbia alla condizione attuale di Israele. Molti biblisti se ne sono offesi, e protestano – non se ne sente parlare perché è la questione di minor rumore attorno a Israele da molti anni, ma negli studi di settore è un terremoto continuo.
In questo saggio, in ricordo dell’“autorevolezza” del biblista inglese Philip Davies, Whitelam, che dovrebbe essere oggi ottantenne, biblista animatore e direttore di una “scuola di Kopenhagen”, nonché di un’editrice di studi biblici, recensisce in lungo e in largo il volume che sembrò ribaltare nel 2003 gli sudi biblici in favore della storia d’Irasele, “A Biblical History of Israel”, di Ian William Provan, V. Philis Long, e Tremper Longmann. Una lunga, puntigliosa, contestazione delle “prove” archeologiche, e di quelle storiche. Con senso però di sconfitta – da qui la lamentazione sulla fine degli “studi biblici” - sotto l’ascia israeliana.
Whitelam, un’autorità nel suo campo, ha allargato le sue argomentazioni in un volume dal titolo  “L’invenzione dell’antico Israele. La storia negata della Palestina”. Non un libro politico, in favore dei palestinesi oggi, un libro di studio, ma molto polemico.  
Whitelam, The Death of Biblical History. Academia.edu, free online, leggibile anche in italiano, La morte della storia biblica)

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