Giuseppe Leuzzi
“Le donne del Sud come erano,
le loro condizioni mi paiono immutate”, Natalia Ginzburg risponde a Enzo
Biangi, che sul “Corriere delal sera” il 16 marzo 1975 le chiede: “Che
traguardi hanno raggiunto le italiane dopo il ‘45”? Le “donne del Sud” che
avevano appena vinto il referendum sul divorzio – contro chi voleva abolirlo. È
vero che aveva scoperto il Sud da grande, al confino politico in Abruzzo, già madre di due o tre bambini.
“Anton
Marek, chiamato Toni, era cresciuto a Matersburg nel Burgenland, cosa di cui
andava molto fiero, come accade alla maggior parte delle persone nate in un luogo
qualsiasi”. Marek, a Vienna dove prova a fare l’attore, personaggio di Ingeborg
Bachmann, del racconto “Requiem per Fanny Goldmann”, il provinciale nella
metropoli, non ha altra forza che le radici, per quanto remote e insignificanti
– il Burgenland è in Austria regione piccola e remota, già parte dell’Ungheria,
con molti parlanti slavo, croato, sloveno, prekmuro.
La
classifica della sanità, dei servizi sanitari, vede le regioni meridionali, con
l’inclusione eccezionale della provincia autonoma tirolese attorno a Bolzano,
agli ultimi posti. Per il semplice effetto dei Lea, che sono i Livelli
essenziali di assistenza, e sarebbero meccanismo perequativo ma di fatto sono
premiali: chi aveva ha e avrà. Sui quali
a Sud, p. es. sul “Giornale di Calabria”, sulla “Gazzetta del Sud”, la polemica
si fa quasi quotidianamente. Ma a nessun effetto. Tra i problemi del Sud c’è
anche questo, che non sa fare uso della politica, farsi valere.
Fa
un po’ sensazione il “Corriere della sera” che su due pagine cataloga i
presidenti americani per grado di follia – imbecillità. L’America passava per una
colpa, quando al giornale comandava il Pci. Ma ora? I presidenti Usa dementi
come le tante influencer e vedove che occupano le pagine del giornale, pin-up modeste invece che in pose irriverenti, ma
sempre delle dimensioni di una pagina. Ma davvero il lombardo è così credulone?
Tanto abile in affari e tanto scemo?
La politica dell’Alta Velocità
Webuild
spende da alcune settimane costose pagine pubblicitarie sui maggiori giornali
per dire che “Salerno-Reggio Calabria. L’Alta Velocità avanza con 70 cantieri”.
La verità è che l’Alta Velocità già ci sarebbe, in grado di fare Roma-Reggio
Calabria in quattro ore. Si parte da Roma, con fermate a Napoli-Garibaldi e
Salerno, ma appena entrati in Calabria bisogna fare una dozzina di fermate, perché
ogni Paese vuole la sua. Cioè, l’onorevole che di quel Paese si fa mallevadore.
Contro
venti e tempeste, le Ferrovie dello Stato comunqe un Roma-Reggio velocissimo lo
fanno: Roma-Napoli-Salerno-Paola (Cosenza)-Gioia Tauro-Reggio. Ma invece di fermarlo
a Gioia Tauro, come tutti i treni da sempre, per servire l’affollata area della
Piana, lo fermano a Rosarno,10 km prima. In una stazioncina nascosta, neanche
segnalata con i cartelli stradali, in un paese in cui nessuno cammina a piedi
(la fortuna è stata incrociare un asiatico in bicicletta, che sapeva dov’è la
stazione di Rosarno). Perché così fa comodo ai parlamentari della costa jonica,
che da Rosarno scavallano con una superstrada in venti minuti.
Il
Sud si vuole sorprendente. E invece no, è sempre al notabilato.
Oppure
sì, il notabilato nel 2020 è solo meridionale: che vorrà dire?
Il delitto senza castigo
Funziona col brivido, secondo Flaiano critico
cinematografico già (dopo dieci anni soli di professione, 1948) un po’ annoiato:
“Il cinema era tonico, risvegliava la fantasia e placava invece i desideri,
dando l’illusione di averli soddisfati. Per questi motivi il cinema americano e
poi quello francese ebbero tanta fortuna. Il pubblico chiedeva ad essi un poco
d’inferno nel quotidiano purgatorio”. E portava ad esempio l’anno 1936, “anno
di pace”: “Nei quattrocento film di produzione francese di quell’anno erano
descritti: 310 omicidi, 104 furti semplici, 165 a mano armata, 74 ricatti, 43
incendi dolosi, 114 truffe, 62 esempi di omertà, 182 di falsa testimonianza,
192 adulteri feminili e 213 maschili: un totale di 1.339 crimini e delitti, con
una media di 3,4 per film”.
Dunque omertà, furti, furti con scasso, anche
in Francia. Novant’anni fa. Immaginati e ricentrati a Parigi, città di bollicine
e cancan. Assassinii, “avvertimenti”, testimoni falsi, tutto quanto fa
mafia, veniva rappresentao a Parigi, da francesi, nel 1936, anno di pace, senza
scandalo, anzi con qualche godimento.
La mafia invece è senz’altro, anch’essa, il
godimento degli italiani. Ma non dei meridionali. Nelle due sue modalità: come
mafia, e come discorso sulla mafia. Perché la differenza poi è questa. Poniamo
che un commerciante a Genova o a Torino riceva una richiesta di pizzo, fa una
denuncia, e la Polizia si apposta per bloccare il ricattatore. Poniamo che un
commerciante di Agrigento faccia la stessa denuncia, non succede nulla. Al più
si sa, il mafioso sa, che ha fatto la denuncia. E in molti casi anzi chi denunzia
è sospettato, di questo e di quello – trovare un’ombra, se non un carico
pendente, è facile, e risolve la pratica.
Sudismi\sadismi –
il dolce importato dal Sud Italia
Il “Corriere della
sera-Milano” scopre “il dolce social che ha la forma della frutta”: “Sembrano
pere o lamponi. Importati dal Sud Italia”. Il Sud Italia, già, ce l’eravamo dimenticato,
importati dal.
Ma non è cosa da poco, il dolce social prende
una pagina, con molti colori e molti pareri, naturalmente di esperti. Naturamente
lombardi.
E c’è il problema
delle origini: il copyright, per quanto in culinaria arduo e virtuale,
ha peso economico –
il primo è il migliore, è quello giusto, è quello “originale”, etc. Il dolce in
forma di frutta è
infatti “perfetto da fotografare e pubblicare sui social” – si promuove da sé. E un
problema c’è: “Questa moda prima che a Milano è esplosa in Campania”.
Ma si può aggiustare, risalendo alle origini, suggerisce un’esperta: “Da dove nasce questa tendenza?”, si chiede. E si risponde: “ Ci sono diverse versioni: quella che conosco io è che nasce dalla famosa frutta Martorana di origine siciliana. Ma non si può negare che una quindicina d’anni fa il grande Maestro francese Cédric Grolet ha iniziato a promuoverla con grande successo e l’ha resa popolare in tutto il mondo”. L’onore è salvo. Se non che l’esperta non è esperta. Il dolce a forma di frutta non ha nulla della “famosa ” – è una mousse, al sapore della frutta che imita, di cui ripete anche la forma e i colori (nocciolina americana, mango, cocco, etc.), e tutta commestibile, piccioli compresi. In effetti un capolavoro.
Mafia Mondiale
Uno vede Argentina-Egitto e si dice: questa
non è una partita di calcio. Cioè, lo è ma solo per una seconda parte egiziana.
Dall’altra c’è un arbitro, con un Var o una Var, e una Fifa evidentemente, cioè
un’associazione a delinquere. Spudorata, tra rigori, ammonizioni per
intimorire, come gli “avvertimenti” mafiosi, ben dosate, step on foot, che non vuole dire nulla, solo che ti annullo il gol,
anche se bello e ben fatto, perché mi garba. Argentina-Egitto dopo Argentina-Svizzera,
dove, non riuscendo gli argentini a vincere, è stato preso uno svizzero che dava
noia in campo ed espulso senza motivo – “per simulazione”. Senza vergogna, anzi
a grande spettacolo.
Un Mondiale che è un trionfo,
dell’ipocrisia. E viva Messi, come già Maradona manita de Dios
(ma almeno Maradona era simpatico), a capo di una squadra di martellatori
maneschi, dalla faccia feroce, e guai a chi si avvicina – alla palla –
che ogni arbitro protegge. Tutta massoneria non può essere – si sa che l’Argentina coi grembiulini è potente.
E viene alla memoria il Re
delle Ammonizioni, Pierluigi Collina. Il santino di ogni arbitro. L’aribitro che
più – più spudoratamente – usava ammonizoni ed espulsioni con un occhio al
calendario, alle partite successive. Il re delle ammonizioni-avvertimenti. Disinvolto,
anzi ghignante, come ogni uomo d’onore. Che una domenica, dopo che in settimana
si era professato tifoso del Bologna, espulse un calciatore bolognese un minuto
dopo che era entrato – il Bologna doveva perdere e non perdeva. L’arbitro pelato, ghignante, che questa sua disinvoltura
esportò ai massimi livelli europei, adorato, dai giornalisti non dalle folle. Tutti
fiancheggiatori, nemmeno occulti.
Cronache della
differenza: Puglia
La Regione – i suoi media – è
stata totalmente presa, nelle elezioni regionali, dalla esclusione dell’ex
presidente Emiliano. E anche ora, dopo otto o nove mesi, si occupa soprattutto dell’ex
presidente Emiliano, semre scontento. Agli ulivi secolari, che muoiono, nessuno
pensa, né a Bari né a Roma, se ne occupa da Londra Helen Mirren, già da qualche
anno, con l’associazione “Save the Ol8ves” – per diffondere”, si legge, “la
consapevoelzza sulla Xylella”, il morbo killer, “e promuovere i possibii
rimedi”.
Uno vede Argentina-Egitto e si dice: questa non è una partita di calcio. Cioè, lo è ma solo per una seconda parte egiziana. Dall’altra c’è un arbitro, con un Var o una Var, e una Fifa evidentemente, cioè un’associazione a delinquere. Spudorata, tra rigori, ammonizioni per intimorire, come gli “avvertimenti” mafiosi, ben dosate, step on foot, che non vuole dire nulla, solo che ti annullo il gol, anche se bello e ben fatto, perché mi garba. Argentina-Egitto dopo Argentina-Svizzera, dove, non riuscendo gli argentini a vincere, è stato preso uno svizzero che dava noia in campo ed espulso senza motivo – “per simulazione”. Senza vergogna, anzi a grande spettacolo.
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