L'America ha bisogno dell'Europa
Si va al vertice
Nato con le polveri bagnate. L’Europa ci va. Si sottostima storicamente, e politicamente,
il bisogno che gli Stati Uniti hanno avuto e hanno dell’Europa. Forse per la scarsa
caratura dei leader europei di fronte
all’eccessivo Trump. Ma inequivocabile. Nella lunga resistenza all’espansionismo
sovietico dopo l’appeasement rooseveltiano
a Yalta. Compresa la fermentazione del “dissenso”, che è in ultima analisi ciò
che ha disintegrato il sovietismo, più che gli scudi stellari di Reagan. E ne
hanno ora bisogno nei riguardi dell’Asia, della Cina, e dell’India insorgente.
La Ue è concorrente
economica. Ma dentro le regole del mercato. Trump ha adottato la sbruffonaggine
per politica, dalla Groenlandia a Meloni, alla guerra improvvisa e persa contro
gli ayatollah, inguaiando in questo caso mezzo mondo, per poi lamentare che non
la ha vinta perché l’Europa non l’ha combattuta. Il che è anche vero. Ma nessuno, non solo in Europa, avrebbe considerato quella guerra in qualche modo utile.
Meloni al tavolo d’onore
del pranzo Nato, con Trump e Erdogan, è probabilmente un fatto di etichetta – ha
un inglese fluente e sa trattare molti temi, fatto indispensabile in un tavolo “seduti”
per un’ora, un’ora e mezza. Ma il fatto è che Trump a quel tavolo ci deve
stare. E ci sta.
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