Franco Baresi e mister Nessuno
Franco Baresi era un bell’atleta, più simpatico
perché di una sola squadra, di cui era uomo-squadra, vecchio calcio. Ma l’immagine
ricorre di un’amichevole pre-campionato a Ferragosto 1983 (con la Carrarese?),
in cui esordiva Luther Blissett, centravanti giamaicano, che apriva praterie
col movimento davanti per le “discese” che Baresi amava fare. Era il Baresi dell’elogio
di Gianni Brera che wikipedia ha esumato: “Esce dopo un anticipo atteggiandosi
a mosse di virile bellezza gladiatoria. Stacca bene, comanda meglio in regia:
avanza in una sequenza di falcate non meno piacenti che energiche”. Ma Blissett
non ne ricevette mai il pallone, non una sola volta.
Era un’amichevole, le situazioni si ripetevano,
e la cosa s’imponeva come non per caso: a Blissett niente palloni. Perché era
nero? Perché aveva l’ingaggio più alto di tutti?
Luther Blissett veniva dal Watford di
Elton John, con cento gol in 250 partite. Se ne andrà a fine stagione con 5 gol in 30 partite.
Dieci
anni dopo il collettivo bolognese di scrittura che poi si battezzerà “Wu Ming”,
poteva esordire come “Luther Blissett”, come dire Nessuno, col romanzo storico
“Q” - di un protagonista senza nome.
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