Le avventure di Ulisse, onestuomo
L’“Odissea” un
libro di avventure, ottime per un film, come non pensarci. Nolan l’ha fatto, e
ne ha ricavato il film d’avventure per eccellenza, pieno di entusiami e delusioni,
trascuratezze e intuizioni, devozioni e tradimenti, violenze, delicatezze,
tutto quello che capita, basta saperlo raccontare. Attorno a un onestuomo, debole come tutti, ed esposto alle collere divine, ma intemerato - tutto il contrario del furbo opportunista.
Un film all
male, con figure femminili sfocate, compresa la stessa Penelope, la
moglie in eterna attesa, che pure ha molte scene (ma è Anne Hathaway, un viso innocente
che non si vede come e a che scopo calato nella melma mediterranea). E un finale
alla Bud Spencer - per un film di tante pretese un po’ deludente, ma in finale
ci voleva bene l’eliminazione dei porci Proci (e poi, forse, la ricetta Bud Spencer
non è così di serie b).
Il tonificante non
è però la bellicosità – tipica dei film all male. Ma il suo contrario.
La grande invenzione di Nolan è un Ulisse pacifista invece che furbo, che anzi
della sua furbizia si vergogna, del cavallo di Troia. Che, commenta amaro, “dopo
dieci anni d’assedio aprì la città una notte a ogni rabbia”. Ulisse non è un eroe: è dubbioso. Già alla partenza, quando deve
armare il suo piccolo esercito per la guerra di Agamennone. E poi dopo, nella
navigazione: dà ordini sbagliati, perde i compagni per manovre azzardate, è
stanco, anche di se stesso, a lungo si droga (Calipso), al punto da dimenticare
chi è e cosa vuole. Ma si prende tutta l’attenzione, nella lunga serie di
avventure, per le qualità mimetiche magnetiche, apparentemente immobili e invece
parlanti, di Matt Damon, l’architrave della narrazione - anche se la promozione
privilegia il giovane Tom Holland, Telemaco, stella emergente (perlomeno nel cachet).
Un pacifista col supporto
perfino di Menelao. Che si è tenuta l’infida Elena al ritorno a Sparta, ma ride
del fratello maggiore e bellicoso Agamennone, che lo ha costretto a dieci anni
di guerra: “Gli dei lo hanno sistemato”,
spiega a Telemaco che lo ha raggiunto per avere notizie del padre, “la cognata
Clitennestra”, sorella di Elena e moglie di Agamennone, “lo ha ucciso, con l’amante
Egisto, e il figlio Oreste ha dovuto a sua volta uccidere la madre con l’amante".
Le avventure, e il
senso di colpa, girano attorno al “precetto di Zeus” eletto a fondamento della
civiltà: l’accettazione dell’altro, ospite o viandante, come uno di famiglia. Che
non è un classico: gli dei sono sempre scontenti, e quindi cattivi, nella
mitologia, e nell’“Odissea” vera e propria. Ma funziona. In mezzo però,
anche qui, alle ire degli dei: Ulisse incorre prima in quella di Zeus, e poi,
con la maledizione di Polifemo, in quella di Poseidone - donde i tanti naufragi
e la morte dei compagni. Un eroe in chiaroscuro, come tutti quelli per cui Nolan è famoso, la trilogia di Batman, Oppenheimer.
A dieci giorni
dall’uscita, “l’Odissea di Nolan”, si è potuto vederlo, rifugio climatizzato nella
rovente notte romana, in un cinema da 600 posti, in non più di dieci-dodici
spettatori. Un capolavoro sicuramente è stata la commercializzazione del film.
La creazione dell’attesa e del bisogno con varie anticipazioni, di personaggi,
vicende, ruoli, luoghi, location. E la promessa di tecniche di lavorazione
visionarie, l’IMAX, i 70 mm., un solo cinema a Roma (o in tutta Italia) attrezzato per sfruttarle (sul cui sito campeggiava da subito l’avviso “posti sold out”),
due o tre esercenti autorizzati a proporsi come i soli, a Roma o a Napoli, o a Roma
e Napoli, con lo schermo per il 70 mm., mentre il mercato si inondava con
migliaia di copie - solo a Roma non meno di quattordici sale lo hanno
programmato, in 70mm, doppiato e in originale. “Vederlo tutti subito”, la ricetta
già sperimentata con “Barbie” qualche anno fa, sempre per riempire l’estate
rovente. Viviamo d’illusioni, si sa. Con Nolan è anche facile: non è il regista dei migliori incassi? Ma, poi, più veloce di lui, e più ricca, è andata la Marvel, con un ennesimo Spider-man. Forse non abbiamo bisogno nemmeno di illusioni.
Christopher Nolan,
Odissea
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