Vecchia e nuova geografia politica in M. Oriente
“Per molti versi, la guerra
tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la guerra di Gaza che l’ha preceduta
sembrano transformative”, innovative, tali da avere modificato gli equilibri
preesistenti: “Dopo decenni di guerra sotterranea, Iran e Israele si sono ora
attaccati direttamente a vicenda. E Israele e gli Stati Uniti hanno unito le
forze in un modo davvero nuovo per condurre una guerra contro l’Iran”. Non è
tutto. “La Repubblica islamica ha perso il suo leader supremo dopo 36 anni e
gran parte delle sue infrastrutture di difesa”.
Ma poi? La Repubblica Islamica si è per questo arresa, o è sulla
difensiva? A ogni sguardo no – questo lo studioso non dice, ma lascia implicito
nella sua ortopanoramica aggiornata. Anche perché “gli stati del Golfo, un
tempo in gran parte in grado di rimanere fuori pericolo, hanno visto i loro
impianti energetici, aeroporti e hotel andare in fiamme”. E quindi non sono già
più “allineati e coperti” con gli Stati Uniti – e con lo stesso Israele.
Molto
è cambiato con la Guerra di Trump e Netanyahu, ma in meglio? Il Medio Oriente è
quello che era, prima delle ultime guerre, un’area senza equilibri solidi, e
quindi di incertezze. Peggiorate, in numero e consistenza, Non sono diminuite
con la mano dura di Trump, e anzi si sono moltiplicate, in numero e forse in pericolosità.
L’autore
è accedemico emerito di Studi politici all’università Texas A&M, e membro
del Middle East Institute.
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