giovedì 13 agosto 2026

Vecchia e nuova geografia politica in M. Oriente

“Per molti versi, la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la guerra di Gaza che l’ha preceduta sembrano transformative”, innovative, tali da avere modificato gli equilibri preesistenti: “Dopo decenni di guerra sotterranea, Iran e Israele si sono ora attaccati direttamente a vicenda. E Israele e gli Stati Uniti hanno unito le forze in un modo davvero nuovo per condurre una guerra contro l’Iran”. Non è tutto. “La Repubblica islamica ha perso il suo leader supremo dopo 36 anni e gran parte delle sue infrastrutture di difesa”.
Ma poi? La Repubblica Islamica si è per questo arresa, o è sulla difensiva? A ogni sguardo no – questo lo studioso non dice, ma lascia implicito nella sua ortopanoramica aggiornata. Anche perché “gli stati del Golfo, un tempo in gran parte in grado di rimanere fuori pericolo, hanno visto i loro impianti energetici, aeroporti e hotel andare in fiamme”. E quindi non sono già più “allineati e coperti” con gli Stati Uniti – e con lo stesso Israele.
Molto è cambiato con la Guerra di Trump e Netanyahu, ma in meglio? Il Medio Oriente è quello che era, prima delle ultime guerre, un’area senza equilibri solidi, e quindi di incertezze. Peggiorate, in numero e consistenza, Non sono diminuite con la mano dura di Trump, e anzi si sono moltiplicate, in numero e forse in pericolosità.
L’autore è accedemico emerito di Studi politici all’università Texas A&M, e membro del Middle East Institute.
F. Gregory Gause III, The Middle East, Old and New,”Foreign Affairs”, sett.-ott. 2026, online il 30 luglio, in libera lettura, anche in italiano, Il Nuovo Vecchio Medio Oriente

 

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