mercoledì 14 ottobre 2026

Meloni al centro anche in Italia

Non solo Manfred Weber, Popolari europei, è sempre a Roma, e la Cdu-Csu, i democristiani tedeschi, con l’antitaliano Dobrindt in testa, guardano a Roma per disinnescare l’ascesa alla loro destra di Afd. Anche a Londra si guarda a Roma su come disinnescare la destra della ingovernabilita. E nella stessa Roma la presidente del consiglio Meloni, ex missina da battaglia, sempre più occupa il centro - tanto più ora, che il Fondo Monetario ne rivaluta la politica economica, rivedendo al rialzo le stime del pil - quindi con un migliorato rapporto debito/pil.

Tra un Salvini sempre più “trinariciuto”, anche se non sa di che, e l’evanescente Forza Italia di Tajani, che dice sì a tutto ma deve sperare in una elezione anticipata, che freni gli abbandoni, per Vannacci o per Salvini, Meloni tiene la barra del governo. E ci è riuscita senza sforzo.
Il presidente del consiglio non ha in Italia nessun potere – non nomina i ministri, non li può dimettere, non può decidere una politica da solo (Prodi lo sa bene, affondato da Mastella, da Bertinotti
, Berlusconi fu messo in crisi da un certo Follini). È un coordinatore. Ha bisogno di una strategia che tenga assieme le coalizioni, dato che l’Italia rifugge dai governi stabili, come si vede dalle tante sue leggi elettorali – niente presidenzialismo, niente premierato, o cancellierato (nemmeno voto a due turni), un capo del governo eletto. Che solo inducono peraltro al non voto - sono fatte complicate per scoraggiare il voto.

Meloni è al centro perché si è fatta centro? In termini italiani la nuova Dc, in Italia oltre che in Europa – e senza le correnti, almeno per ora, i concorrenti in famiglia.

Nessun commento:

Posta un commento