Tutto si può fare senza uomini
Un film tutte
done, in tutti i ruoli, tutte giovanili, compresa la madre che si risposa per
la terza volta, liberate e in carriera, una regina dei talk-show,
una ammiraglio della flotta al comando di una portaerei, con qualche figlio, e qualche
amante donna. Kirstin Scott Thomas, attrice brillante, (“Quattro matrimoni e un
funerale”, “Il paziente inglese”, “Ti ho amato così a lungo”), passata alla
regia, si supera: ci pensa lei stessa a disilludere le figlie sul suo primo e sul
suo secondo marito, padre e padrigno molto cari alla memoria delle ragazze: non
valevano niente, sapevano solo fare la guerra, dove ci hanno lasciato la pelle.
L’unico uomo del quadro è il provincialotto che ha sposato la sorella minore rimasta
in campagna, un cretino.
Uno schieramento
impegnativo di attrici, Scarlett Johansson, Sienna Miller, la stessa Scott
Thomas. Per un intreccio da Monty Pithon. Che si ascrive al genere commedia. Ma
non si ride.
Molto bella è la
campagna inglese dove la storia si ambienta. Compresi, nelle poche sequenze
montate, i paesani.
Kristin Scott
Thomas, My Mother’s Wedding, Sky Cinema, Now
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