lunedì 19 ottobre 2026

Tutto si può fare senza uomini

Un film tutte done, in tutti i ruoli, tutte giovanili, compresa la madre che si risposa per la terza volta, liberate e in carriera, una regina dei talk-show, una ammiraglio della flotta al comando di una portaerei, con qualche figlio, e qualche amante donna. Kirstin Scott Thomas, attrice brillante, (“Quattro matrimoni e un funerale”, “Il paziente inglese”, “Ti ho amato così a lungo”), passata alla regia, si supera: ci pensa lei stessa a disilludere le figlie sul suo primo e sul suo secondo marito, padre e padrigno molto cari alla memoria delle ragazze: non valevano niente, sapevano solo fare la guerra, dove ci hanno lasciato la pelle. L’unico uomo del quadro è il provincialotto che ha sposato la sorella minore rimasta in campagna, un cretino.
Uno schieramento impegnativo di attrici, Scarlett Johansson, Sienna Miller, la stessa Scott Thomas. Per un intreccio da Monty Pithon. Che si ascrive al genere commedia. Ma non si ride.
Molto bella è la campagna inglese dove la storia si ambienta. Compresi, nelle poche sequenze montate, i paesani.
Kristin Scott Thomas, My Mother’s Wedding, Sky Cinema, Now

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