Se Dracula diventa lei, Matilda
“Un racconto d’amore” è
il titolo originale – in inglese, Besson gira per il mercato americano. Si
comincia con una serie vertiginosa di amplessi in tutte le posizioni, in primo
e primissimo piano, tra il principe Vlad di Transilvania e la consorte
Elisabetta. Richiamato al dovere dai suoi generali, il principe si dimostra anche
valente condottiero, e salva l’Europa dall’invasione mussulmana. Ma perde la
moglie, colpita da un nemico. Una perdita a cui non si rassegnerà. Per quattro secoli.
Che vivrà succhiando sangue. Fino a che, fine Ottocento, alle celebrazioni del
centenario della Rivoluzione francese, non la ritroverà nelle sembianze di Mina,
l’amica amorevole di una Maria-Matilda De Angelis animatrice dei
festeggiamenti. Non finirà bene, ma l’amore del conte Dracula non morirà.
Besson, ideatore, produttore
e regista di film da grande pubblico, ripropone la vicenda del nobile vampiro transilvano,
e dell’altrettanto sanguinaria sua sposa Elisabetta, come un dramma borghese,
di amore eterno e invincibile, nei secoli - solo (un po’) nutrito col sangue. Col
ruolo maschile ancora eroico, fino al sacrificio di sé quando infine ritrova
viva l’amata, per salvarla – per riaprire a lei le porte del paradiso. Con
molti gesti estremi a poco sangue. Con ruoli tradizionali molto forti: maschili,
Dracula e il prete esorcista che gli dà la caccia (Caleb Landry Jones e
Christoph Waltz), e femminili, la regista della storia e l’amata ritrovata (De
Angelis e Zoë Bleu) – De Angelis senza freni, pazza, finta pazza, tessitrice d’inganni,
amica sincera, etc., un grande ruolo.
Luc Besson, Dracula – L’amore perduto, Sky
Cinema, Now
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