Ombre - 838
“Tappeto rosso alla Festa del Cinema”. Cronache
romane gaie, illustrate da foto in posa, di atrici belle e giovani, in abiti-meraviglia.
In posa per due-tre minuti, per pochi sparuti fotografi, nel piazzale semibuio
del Parco della Musica romano, come si poteva vedere la sera precedente, frequentando
l’auditorium per altri motivi. Nello squallore – nessun entusiasmo, attori
persi nel buio. Davvero il cinema è (auto)ilusione.
“Ancora scontri a Parigi. In strada in
161 mila”. Sfilavano ordinati, col numeretto? Anzi, precisamente: “Hanno sfilato
in 161 mila, di cui 41 mila a Parigi”.
La Francia non ha più il senso
dell’umorismo – lo ha mai avuto?
La ricina e Resinovich dopo Garlasco - per
non parlare della povera Yara Gambirasio: ogni volta che c’entra il Ris di
Parma non si viene a capo di nulla. Naturalmente la colpa viene data ai Carabinieri
– il Ris, reparto investigazioni scientifiche, è dei Carabinieri. Se fossero chimici
o biologi sarebbe meglio? Non è la “scienza” digitale che è incapace?
Due pagine del “Sole” per documentare
“l’odissea di chi prova ad abbonarsi alla fibra ottica, che le forze unite di
Open Fiber e FiberCop e dall’altra degli operatori, Tim, Fastweb-Vodafone,
WindTre, Iliad, non riescono a garantire”. Ma senza dire che è uno degli
effetti perversi di una privatizzazione ideologica trent’anni fa, peraltro a
favore dei “soliti noti”, quando la Sip-Stet, di cui Tim è l’impoverita erede, aveva
già in corso la cablatura dell’intero Paese, la fibra ottica. Una storia di molte vergogne
http://www.antiit.com/2026/01/trentanni-di-niente-di-guai.html
Auto cinesi nella Ue “a prezzi fuori mercato,
praticati da 27 costruttori, sui 30 cinesi, in perdita, calcola Minenna sul “Sole
24 Ore”. Un altro caso della Ue stupida prima che inerme?
La verità è che Vw e Stellantis non
sopravvivono senza le auto made in China – dove hanno investito. Per
cattiveria? No, per convenienza. Perché l’operaio cinese si paga meno? No,
perché l’energia costa (molto) meno. E come è possibile se anche la Cina importa
petrolio e gas? L’impotenza della Ue, o l’incapacità, in effetti è un mistero.
Trombe per l’accordo Trump-Putin sul
gasolio russo, tra osanna e invettive, quando si sa che il gasolio russo poi
vene venduto in quantità strabordanti a Turchia, India e Brasile. Da rivendere poi
più caro di un terzo a mezzo mondo, quello delle sanzioni – l’Europa.
Ad Abu Dhabi - “Il Sole 24 Ore” ha una pagina
rassicurante - l’immobiliare è cresciuto malgrado la guerra. Del 112 per cento.
Di più del doppio, in soli sei mesi. Di cui tre di guerra, sotto i missili
iraniani.
È come la guerra del Golfo 35 anni fa, la
prima, quando Baudrillard diventò celebre per ipotizzare “La guerra del Golfo non ha avuto luogo”. Non ne
sappiamo, e non vogliamo saperne.
Riducendo la “perequazione”, il recupero
(parziale) dell’inflazione sulle pensioni, come vorrebbe un onesto calcolo
attuariale, “il governo Meloni ha risparmiato sulle pensioni 10 miliardi di
euro in due anni” – Gabanelli-Ravizza, “Corriere della sera”. Dieci miliardi pagati
dai pensionati “ricchi”, tra 2.400 e 5.300 euro lordi mensili. Cioè quelli che
hanno pagato la pensione (contributiva). E pagano l’Irpef al 43 per cento sulla
pensione lorda. A vantaggio dei “poveri”, che sono quelli, anche ricchi e più
ricchi, perché invece non pagano l’Irpef.
Gabanelli e Ravizza si sono fatti
aiutare per la loro inchiesta da Alberto Brambilla, già sottosegretario al Welfare
e ora titolare di Itinerari Previdenziali, un centro studi specializzato. Ma
non ne hanno recepito il mantra: “Su 16,3 milioni di pensionati, 7,2 milioni
ricevono prestazioni non coperte da contributi”. Oltre a non avere mai pagato l’Irpef,
o cifre irrisorie, quanto basta a evitare l’accertamento, si prendono la pensione
gratis.
Nessun commento:
Posta un commento