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venerdì 9 gennaio 2026

Ombre - 806

Una conferenza stampa di tre ore fa sei pagine, almeno, di giornale. Mentre l’esito è nullo, molta Meloni in video e poche righe di cronaca. La conferenza stampa è solo un palcoscenico in Italia per i giornalisti, per trenta secondi di gloria sui Tg 24 ore. Di un giornalismo che non sa di che si tratta. E del resto è da qualche decennio senza contratto, a paghe residuali.
 
E così i mille o duemila prigionieri politici di Maduro, compreso il mite cooperante Trentini di cui “la Repubblica” si è fatto una bandiera, sono liberati da Trump. Il tycoon, il profittatore, il despota, eccetera. Non sappiamo da che lato girarci, pur che siamo arrabbiati.
 
Macron vuole fare la guerra alla Russia e chiama gli Stati Uniti “aggressori coloniali”. È don Chisciotte? No, è il presidente della Repubblica della Francia. Forse vuole fare un complimento, mascherato, a Trump, che di lui aveva detto all’ultimo G 7, a luglio in Canada: “Non capisce mai niente”.
 
Trump annuncia 50 milioni di barili di petrolio in arrivo dal Venezuela. Scandalo – non l’abduzione di Maduro e consorte, il petrolio. Che probabilmente è pagato, non danno di guerra. Ed equivale a sette milioni di tonnellate, lo 0,7 per cento, o il sette per mille, del consumo americano. Di greggio pesante, la cui resa in prodotti utilizzabili sarà dimezzata. Dal 1973, dalla crisi petrolifera che creò l’oro nero cinquant’anni fa, i media italiani non hanno ancora imparato cos’è il “barile”, e la differenza tra barile e barile\giorno, unità di misura della produttività di un pozzo o giacimento.
 
Ogni pochi giorni Zelensky silura, come ha usato a Mosca  nei lunghi anni della rivoluzione, qualcuno dei suoi ministri, dei suoi capi dell’esercito, dei suoi servizi segreti. Suoi nel senso che possono dare fastidio, come usava a Mosca, al “capo”. Silurati non si sa bene perché – la corruzione è vaga (è di moda in Cina, con la presidenza Xi). Zelensky è del 1978, quei dieci o dodici anni di sovietismo sono bastati a plasmarlo?
I siluramenti sono più comunisti o più orientali?
 
E dopo l’Ucraina chi? Per quanto tempo e con che esito l’Europa dovrà subire il rifacimento della storia dei tre secoli di impero russo, da Pietro il Grande in poi? Ce ne sarà per qualche decennio, perché la Russia “non esiste”, secondo i dotti media italiani: è in declino demografico, non sa lavorare, non sa produrre, non sa esportare. Sa solo fare le bombe atomiche.  
Tanta ignoranza non è possibile. Sembra un copione da servizi segreti.


La stampa americana più qualificata, “New York Times”, “Washington Pst”, “Atlantic”, “New Yorker”, “Nation”, “New York Review of Books”, che giornalmente attaccano Trump su ogni suo atto e misfatto, singolarmente trattano l’abduzione del presidente venezuelano e di sua moglie, con un centinaio di morti, e la rivendicazione del petrolio venezuelano come “nostro”, il Trump più eversivo, da ogni punto di vista, come un fatto di cronaca, uno fra i tanti. Unica critica: avere aperto a Russia e Cina un’autostrada per le annessioni in corso, di Donbass e Taiwan. Decisamente l’America è un altro mondo.
 
Non c’è stata, nonché la reazione dei media Usa, pure quotidianamente molto critici su Trump, all’incursione armata in Venezuela, e alla quasi presa di possesso del Paese (“The Atlantic”, il più anti-trumpiano di tutti, se l’è fatta spiegare da lui medesimo), ma soprattutto quella dei paesi latinoamericani, dei Caraibi, o del Sud continentale. Solo proteste formali, e rade. Nemmeno la solita animosità anti-yanquis.
 
Fotoritratto a tutta pagina lusinghiero sul “Corriere della sera” della 56nne Delcy Rodriguez, la vice di Machado, e uno a fronte tutto grinzoso della coetanea Maria Corina Machado, leader dell’opposizione ora in esilio, nonché Nobel per la pace, che pure aveva vinto le elezioni. È incredibile come il giornale della borghesia italiana va ancora al passo dei revolucionarios, per quanto imbelli accertati e ladri e tiranni.  
 
Ma è strano, o non lo è, che dei giornalisti non sappiano ancora che da cinquant’anni il sovietismo è scomparso, si è cancellato? È vero che sopravvive a Cuba, ma a Cuba non si riesce più nemmeno a fare il vecchio commercio compagno, di belle donne a poco prezzo. E i Chavez e Maduro che compagni sono, a chi hanno fatto bene?
 
“la Repubblica” in lutto per Grillo “condannato” dalla condanna del figlio per stupro. Oppure no, dipende dai commentatori, la cosa è discutibile. Ma come non vedere, dall’isolamento e l’umiliazione di Grillo, ridotto alle origini, di guitto solitario, che la democrazia ha dei limiti: quest’uomo ha vinto un paio di elezioni, e ha aumentato di 200 miliardi, almeno 200, il debito pubblico.
 
Lagarde, la presidente della Bce, che prende quattro volte il suo omologo americano, fa giustamente ridere. Cone tutto, attualmente, dell’Europa. Ma che dire delle migliaia, decine di migliaia, di impiegati pubblici italiani, ora definiti manager, Procuratori Capo delle centinaia di Procure, presidenti di Tribunale, direttori e vice di ministeri (spesso magistrati), che hanno appena vinto la battaglia contro il tetto ai loro 240 mila euro annuali? Sempre molto più del presidente della banca centrale americano, con lo zero virgola di responsabilità. Poi si dice che Trump abusa l’Europa – il tycoon, il “maiale”.
Lagarde tace. Tutti tacciono.
 
L’incursione americana a Caracas è da Far West. Ma poi Maduro è uno che in dieci o dodici anni ha ridotto la ricchezza nazionale di due terzi. Incompetente quanto duro, con un paio di migliaia di prigionieri politici. E supermercati gratuiti per i poveri, che dentro non contenevano (quasi) nulla. Il Sud America delle barzellette.

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