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Contro la giustizia (e il femminismo) anche Imma
Alla
quinta e ultima stagione Imma Tataranni s’incazza di brutto. Più del solito. E
gli spettatori con lei. Contro il Procuratore Capo nuovo, invadente, vanitoso,
autoritario. E uno non si raccapezza, tanto più per essere il nuovo Capo Papaleo,
attore di gag simpatiche - e universali, non divisive. Che è successo non si
sa. Ma la partenza è di una serie, un’altra, dopo l’avocato Guerrieri e l’avvocato
Ligas, contro la giustizia insopportabile.
Uno
s’immagina la furiosa Imma-Scalera, Papaleo, l’autrice Mariolina Venezia, forse
lo stesso regista, perché no, furiosamente impegnati per il no al referendum,
però anche loro stufi, anzi arrabbiati. Una critica per il bene della giustizia?
Ma chi è che non lo sottoscrive.
Ma
la critica è forse più radicale, sotto il lustro di Vanessa Scalera, aggressiva
Imma, e del mite Gallo: la denuncia di un femminismo irrisolto. Aggressivo e
niente più – al meglio confuso. Nelle forme della madri, Imma compresa, delle donne
al lavoro, delle insegnanti vecchie e nuove.
Francesco Amato, Imma Tataranni - Sostituto Procuratore, Rai 1,
Raiplay
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