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lunedì 16 marzo 2026

Contro la giustizia (e il femminismo) anche Imma

Alla quinta e ultima stagione Imma Tataranni s’incazza di brutto. Più del solito. E gli spettatori con lei. Contro il Procuratore Capo nuovo, invadente, vanitoso, autoritario. E uno non si raccapezza, tanto più per essere il nuovo Capo Papaleo, attore di gag simpatiche - e universali, non divisive. Che è successo non si sa. Ma la partenza è di una serie, un’altra, dopo l’avocato Guerrieri e l’avvocato Ligas, contro la giustizia insopportabile.
Uno s’immagina la furiosa Imma-Scalera, Papaleo, l’autrice Mariolina Venezia, forse lo stesso regista, perché no, furiosamente impegnati per il no al referendum, però anche loro stufi, anzi arrabbiati. Una critica per il bene della giustizia? Ma chi è che non lo sottoscrive.
Ma la critica è forse più radicale, sotto il lustro di Vanessa Scalera, aggressiva Imma, e del mite Gallo: la denuncia di un femminismo irrisolto. Aggressivo e niente più – al meglio confuso. Nelle forme della madri, Imma compresa, delle donne al lavoro, delle insegnanti vecchie e nuove.
Francesco Amato, Imma Tataranni - Sostituto Procuratore, Rai 1, Raiplay

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