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Per i petrolieri Usa può bastare
Si calcola una rivalutazione in eccesso del comparto energia a Wall Street
attorno agli 80-100 miliardi in tre settimane. Quanto basterebbe al settore per
rifinanziarsi. Considerando che la montata dei prezzi durerà a lungo prima di
essere riassorbita, anche se la guerra finisse domani. E che la rivalutazione di mercato arriva in aggiunta ai 40 miliardi di aiuti federali di cui il settore beneficio
in questo anno fiscale, sul primo bilancio di Trump.
Giù in grado di garantire l’autosufficienza dell’approvvigionamento agli
Stati Uniti, il comparto energie fossili, essenzialmente idrocarburi, punta a
mettere in produzione giacimenti poco “liquidi”, gli scisti bituminosi, di cui
gli Stati Uniti, e più ancora il Canada-Alberta, sono ricchi. Per sfruttare la posizione
dominante nelle esportazioni di gas liquefatto, conquistata con le sanzioni alla
Russia, in reazione all’aggressione
all’Ucraina, sulle esportazioni di gas via metanodotto. Posizione già salda, basandosi su un numero ormai ampio di impianti di rigassificazione in Europa,
per lo più stabili - ce ne sono anche di galleggianti, su enormi chiatte-piattaforme:
quattro solo in Italia, in Alto Adriatico, a Ravenna e al largo di Porto Viro
(Rovigo), w nell’Alto Tirreno, a Piombino e al largo di Livorno.
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