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venerdì 6 marzo 2026

Il regime degli ayatollah non è veramente degli ayatollah

Teheran tarda a identificare la nuova Guida Suprema o capo spirituale, di diritto capo dello Stato, inamovibile. Che però non sarà un ayatollah: nessun ayatollah è candidato o è stato presentito per la carica. Si è fatto il nome del figlio della Guida Suprema assassinato sabato, Mojtada Khamenei, ma non è un ayatollah.
Il regime degli ayatollah in realtà non è governato dagli ayatollah, che sono uomini di dottrina. E giurisperiti – sentiti dalla comunità per i problemi rituali e legali.  Khomeiny lo era, ma di standing minore: quando fu intronizzato a Teheran dai servizi franco-americani nel 1979, una sua raccolta di fatwa, di pareri (edittali), fu fatta circolare ampiamente, ma di quesiti minori, anche al limite del ridicolo (specie in materia di igiene e di sesso). Il suo successore Khamenei non lo era – era un hojjat al-Islam, giurista esperto, un grado inferiore all’ayatollah (successore logico sarebbe stato il Grande Ayatollah Hussein-Ali Montazeri, autorevole e di elevate capacità accademiche, ma il regime già in vigore non se n’era fidato, e all’Assemblea degli Esperti fu candidato Khamenei, più “in linea”). Mojtaba Khamenei potrebbe succedere al padre nella stessa linea – è noto per essere più ideologico e più violento. Ma non ha titolo religioso, non è studioso di religione né di diritto. Il padre poteva vantare poche fatwa, Moqtada, a 56 anni, nessuna: non fatto il servizio di mullah, in nessuna moschea, e nessuno si è mai rivolto a lui per nessun problema di fede o di pratica.

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