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giovedì 7 maggio 2026

Appalti, fisco, abusi – made in Rome (246)

“Da Ostia ai cancelli dei pochi stabilimenti aperti è lunga la fila dei cittadini bagnanti alla ricerca disperata di un posto al solo (che non ci sarà) nella stagione balneare appena iniziata”. Con i prezzi, di cabine e anche ombrelloni e anche lettini e sdraio ovviamente impazziti. È il terzo regalo stagionale della giunta Gualtieri a Roma ai nuovi “balneari”, cioè agli amici degli amici. Mentre per il terzo anno un migliaio di disoccupati aspetta la cassa integrazione. Nel nome della legalità.
La legalità come porto della corruzione era da inventare – per il terzo anno il Campidoglio si sveglia a maggio con le concessioni balneari.
 
“Riaperte le spiagge libere”, sempre a Roma, ai famosi “cancelli”, sette o otto, che erano la spiaggia della tenuta presidenziale di Castelporziano, macchia mediterranea fiorente, regalata dal presidente Pertini a Roma. Riaprono, tardi, “senza servizi” – come dire: “Andate negli stabilimenti”. I “cancelli” avevano servizi lussuosi: grandi edifici rotondi, con i servizi igienici, spogliatoi, qualcuno anche con armadietti. Nonché un servizio di vigilanti.
 
Sempre a Roma, business autovelox: “75 nuovi autovelox”, “con multe da 33 a 3.300 euro”. È il programma del sindaco Gualtieri. Un programma “verde”, per “diminuire la concentrazione di smog”.
Ma non è solo ipocrisia: la politica degli appalti è vasta (gli autovelox, contestabili, già contestati, sono piccola cosa): il Campidoglio ha speso 4 miliardi di con tributo statale al Giubileo 2025 per rifare i marciapiedi – alcuni. Con cantieri lunghi anche più di un anno.
 
“Lavori lunghi 14 anni, è pronto il parcheggio Arnaldo da Brescia”. Alleluia! Ma è la normalità a Roma. Dodici anni per fare una stazione della metro, con sconvolgimento di quartiere e circolazione, alla Chiesa Nuova come in piazza Venezia - dodici anni almeno, tutti sanno che saranno venti e più.
Ma senza scandalo, la città è abituata.


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