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Quando il terrorismo è una forma di guerra
Salman
Rushdie è andato al processo contro Hedi Matar, il terrorista islamico cha ha provato
ad assassinarlo quattro anni fa, e ne ha ricavato questa impressione, confida a
Viviana Mazza su “La Lettura”: “Sembrava un cretino. Teneva gli occhi abbassati
e prendeva appunti”.
Il terrorista
singolo può essere, è, un cretino – basta pensare alle Brigate Rosse: un
esaltato. Ma è difficile far passare l’11 settembre e il 7 ottobre per terrorismo.
Si può, si deve, farlo per motivi di difesa. Il radicalismo islamico seguente all’11
settembre ha fatto forse un milione di morti in Europa e in Medio Oriente (nella
sola Algeria si calcolano mezzo milione), forse anche di più. Ma la repressione
non basta, bisogna andarne alle radici. Gli Stati Uniti, che della lotta al terrorismo hanno fatto nei venticinque anni la linea guida della loro politica internazionale, in aspetto di repressione, non hanno ottenuto molto e ora rischiano la leadership mondiale.
Sul 7 ottobre
il fronte è chiaro, la linea di frattura: è Palestina contro Israele. Che ha reagito
incorporandosi Gaza, e sempre più la Cisgiordania. Questo è un conflitto. Che vede
Israele sempre vincente, da quasi ottant’anni. Ma non pacificato – in genere si
fanno le guerre per arrivare a una pace.
L’11
settembre ha due moventi: l’alimentazione, se non la creazione, da parte americana,
dell’islamismo come barriera al sovietismo negli anni a cavaliere del 1980, in
Afghanistan – e nell’Arco della Crisi, dall’Algeria al Pakistan, tutto islam.
In contemporanea con la creazione e diffusione del khomeinismo, sempre come barriera
anti-sovietica, in Europa e poi in Iran. Il radicalismo khomeinista accenderà l’islam
in ogni sua sezione (lo Stato Islamico sarà teorizzato e praticato come
reazione wahabita, cioè sunnita-saudita, al khomeinismo, e più radicale) e area
di diffusione, specie in Africa, sotto e sopra il Sahara.
Se così è
– ma così è – non si vede perché l’Iran dovrebbe crollare sotto la prima bomba
americana. Si può dichiarare “canaglia” uno
Stato, trattarlo come un qualsiasi gruppo terrorista, di “cretini”, ma
poi bisogna farci i conti.
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