venerdì 4 settembre 2026
I budget non sono brigate, l’Europa si difenda da sé
O “le ragioni a favore di una riduzione delle forze armate statunitensi”. La Nato è un’altra, non più “americana”, e non si torna indietro. Trump, come si sa, è per una riduzione dell’impegno militare americano in Europa (impegno convenzionale, escluso cioè l’ombrello nucleare). Già nel 1987, molto prima di “scendere in politica”, sul “New York Times” insisteva sul fatto che “l’America dovrebbe smettere di pagare per difendere paesi che possono permettersi di difendersi da soli”. Nella prima presidenza ha minacciato un ritiro ma poi non ne ha fatto nulla. Ora procede con limature anche sostanziali delle guarnigioni americane in Europa. E soprattutto insiste sull’aumento europeo delle spese militari – delle spese effettive (“i budget non sono brigate”). Ha adottato la linea della “ripartizione degli oneri" e ne ha avuto mefiati riscontri. Per prima cosa “a ridosso dell’insediamento, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth è volato a Bruxelles per informare i suoi omologhi che gli Stati Uniti avrebbero dovuto concentrarsi su priorità diverse dalla difesa europea”. Poi “il Pentagono ha lanciato una «Europe Posture Review», una valutazione critica degli schieramenti di truppe statunitensi e degli impegni di base nel continente. Annunciandola alla riunione ministeriale della Difesa della Nato, Hegseth è stato chiaro: «L’Europa può e deve assumersi la responsabilità primaria della propria difesa convenzionale».
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