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venerdì 2 ottobre 2026

Se Israele "rasa il prato" palestinese

"Mowing the lawn', rasare il prato, è la strategia dell'esercito israeliano (Idf, Israele Defence Forces - o Tsahal ) nei confronti dei palestinesi: di tanto in tanto "fare pulizia, rimettere a posto". Contro qualche sospetto di Hamas  ma senza sottilizzare. "Naza" è un acronimo, in uso dall'Idf, per "danno collaterale". Quattro ex militari israeliani raccontano come e quante vittime innocenti, soprattutto bambini e ragazzi, hanno fatto scientemente, sapendo cioè che ne sarebbero stati vittime, di attacchi cosiddetti mirati, contro un sospetto membro di Hamas. Tracciato col cellulare, con l'induzione (logaritmica,  o IA), col drone. Colpito con bombardamenti, dal basso o dall'alto - ora anche con droni. Oppure a vista, nella distribuzione degli aiuti umanitari, con i cecchini. A tiro singolo in questo caso, senza "naza", se non contro comuni palestinesi, che si rendono sospetti di terrorismo per saltare le code agli aiuti umanitari. 

Premio della giuria a Venezia, e grande emozione del pubblico della manifestazione. Ma non è  un film - probabilmente una cucitura di podcast del giornale inglese "The Guardian", che risulta produttore. Su una scena sempre buia, quattro profili incerti raccontano la loro attività nell'Idf, ciò che hanno fatto o - nel caso dei cecchini - hanno visto fare. Con pochissime immagini di "danni collaterali" - foto di distruzioni per lo più, molto meno del "film" già visto in tv.
Il film non c'è, giusto le denunce anonime, quasi letture di verbali, ma non c'è  nemmeno il punto centrale del "verbale", le regole d'ingaggio che si è  date l'Idf. I "naza" come strategia militare è un problema, grave per una forza armata, che deve comunque attenersi al diritto internazionale - molto grave per un esercito di coscritti, giovani. Lo stesso per la strategia del "move the lawn", di un esercito cioè in funzione di polizia, a Gaza e in Cisgiordania, sempre contro il diritto internazionale e dello stesso Israele. Problemi che restano fuori dal film, che pure si vuole di denuncia.
Yuval Abraham-Rachel Szor,
 Naza

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