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Americani - “Non siamo
nati Americani”, intende Sabino Cassese domenica l’altra nel suo commento sul “Corriere
della sera”. Deluso fin dal titolo: “America, nostra illusione”. Per cominciare:
“Quando e perché l’Europa ha iniziato a coltivare il mito dell’America come
maestra di democrazia e guida dell’Occidente”, punto interrogativo. Colpa degli
entusiasmi, dice Cassese imperterrito, di Chateaubriand e poi di Tocqueville, che
hanno “sottovalutato gi aspetti e i momenti critici della storia americana”. La
schiavitù l’isolazionismo (la Dottrina
Monroe).
Una riflessione che il giornale mostra di non condividere – l’illustre giurista
ha meno spazio di Danilo Taino. Ma sulla stessa linea proseguiva nello stesso
giorno “La Lettura”, con la guerra civie, la caccia ai nativi americani (buona parte dei film western, in effetti), le quattro presidenze
di F.D.Roosevelt. O il maccarthismo. Con la proposta di riconoscerci nel titolo
di Emilio Cecchi, “fine americanista”, “America amara”, piuttosto che in quello di Soldati, “America primo amore”.
Brancati – Era Longanesi?
In “L’inconsapevole approccio”, il saggio-introduzione che scrisse nel 1963 per
“Le opere di Dio”, il suo secondo romanzo, Berto racconta, fra le traversie
incorse per pubblicare il suo primo romanzo, “Il cielo è rosso”, l’incontro,
poi decisivo, con Longanesi. Longanesi lo ricevette (Berto andava a nome di Comisso),
“sfogliò il grosso dattiloscritto”, e gli disse di tornare il giorno dopo. “Il
giorno dopo aveva già deciso di pubblicare il romanzo, ma voleva metterci un
po’ le mani, egli aveva intuito e gusto infallibili, in fin dei conti era stato
lui a «fare» il ‘Don Giovanni in Sicilia’ di Brancati”.
Seguirono contestazioni (“troppe descrizioni”, titolo, percentuali), ma
la cosa poi si fece.
Dimitri - Il santo Dimitri
è così ricordato da Camus ne “I giusti” da uno dei suoi rivoluzionari, il più
puro e duro, Stepan: “Aveva appuntamento nella steppa con Dio in persona, e vi
si affrettava, quando incontrò un contadino il cui carro si era impantanato. Allora
santo Dimitri lo aiutò. Il fango era spesso, la pozza profonda, bisognò battagliarci
per un’ora. E quando ebbero finito santo Dimitri corse all’appuntamento. Ma Dio
non era più là”.
Gaza - “Gaza ha origini
antiche, e il suo nome appare neo documenti militari del faraone Thutmose III,
nel XV secolo prima della nostra era”. Parte spedito Armando Torno sulla “Domenica”
del “Sole 24 Ore” 30 agosto. E subito raddoppia: e fu anche cristiana. Presentando
due volumoni, di 736 e 688 pagine, che coprono solo dei personaggi minori del
cristianesimo, Barsanofio e Giovanni di Gaza. Gli integristi israeliani avranno
vita dura.
Innovazione - “Nell’“Isola
misteriosa”, il romanzo di Verne, l’ingegner Cyrus Smith riconosce i minerali di
ferro e li fonde, fabbrica acido solforico e nitroglicerina. Per farlo, oggi
servirebbe un’équipe interdisciplinare” - Giorgio Parisi, “I cervelli delle
pecore” (“La Lettura” oggi) – “abbiamo perso quelle capacità perché non ci
servivano più, e ne abbiamo acquisite altre”.
Miguel Gotor - “Quel Miguel
Gotor”, nota Bartezzaghi nella sua rubrica “Lessico e nuvole”, lo storico di Aldo
Moro, “il cui nome-e-cognome... si anagramma in «Tu leggi Moro»”.
Kiev - A Mcensk, Russia europea, al confine occidentale,
si leggono nel secondo Ottocento, al più, “le vite dei santi di Kiev” – come di
quelle che sono in ogni casa (Katerina L’vovna, la “Lady Macbeth nel distretto
di Mcensk”, il racconto di Leskov, 1899, moglie di ricco mercante, “di leggere
non ne aveva voglia, e di libri, a parte le vite dei santi di Kiev, in casa non
ce n’erano”.
Lettura - E' donna. Due
donne su tre, secondo le statistiche sempre attente di Guliano Vigini su “La
Lettura”, legge almeno un libro, solo un uomo su due. Le statistiche esatte
sono: lettori il 62,6 per cento dell’universo femminile, di quello maschile il
51,2 per cento.
Meneghello - Di Meneghello,
tra Vicenza e Treviso, non c’è solo Luigi, lo scrittore di Cambridge, c’è anche
una Antonietta Meneghèl, attesta Berto nella prefazione (“L’inconsapevole approccio”)
a “Le opere d Dio, pp. 13-14), di cui sua madre fu “compagna d’infanzia” – “la
quale era per il momento sconosciuta, ma avrebbe ben tosto acquistato larga
fama e ancor più larghe ricchezze cantando sotto il nome di Toti Dal Monte”.
Montale – La prima e unica edizione del premio letterario Firenze, assegnato nel
1948 all’esordiente Berto per “Il cielo è rosso”, fu contestato da Carlo Coccioli,
candidato sconfitto, per un fatto di datazione, se il romanzo di Berto era uscito
nel 1947, come il regolamento prevedeva, o non a fine 1946. Lo racconta Berto
nella prefazione che accompagna dal 1963 il suo secondo romanzo, “Le opere di
Do” (“L’inconsapevole approccio”, p. 48), ma non per il reclamo di Coccioli:
“Un secondo incidente, sotto ceti aspetti più doloroso ancora, fu la confidenza
fatta dal poeta Montale al giovane romanziere che lui non aveva letto il libro,
e tuttavia aveva egualmente votato a favore perché l’editore Longanesi lo aveva
pregato di farlo”. Membro influente della ristretta commissione del premio, con
Pancrazi, Palazzeschi e Momigliano, presidente Silvio Benco.
Quaresima – Da
“quadragesima”, cioè i quaranta giorni di preparazione alla Pasqua: “Quaranta è
nella Bibbia un numero compiuto e perfetto, un arco temporale emblematico” -
Giancarlo Ravasi, “La forza del digiuno. Anche di parole”.
Il
digiuno accomuna le tre religioni monoteiste, cristiani, mussulmani ed ebrei:
“L’astinenza come segno di lutto, penitenza e ascesi”.
Digiuno
anche di parole come il silenzio negli esercizi spirituali di Loyola.
Riduttore – È, era, al
cinema l’autore della “riduzione” di un romanzo per il cinema. Flaiano ne fa l’elogio
recensendo, il 19 giugno 1949, l’“Anna Karenina” di Duvivier – che non
apprezza: un buon “riduttore” sa reinventare la storia per il cinema. Perché
“la verità è che il cinema non è così brutto come credono i romanzieri, e nemmeno
così bambino”. Ha un suo linguaggio al quale rapportare i buoni racconti….
Graham Greene sostiene che un film ha maggiori probabilità di buona riuscita se
tratto da un romanzo che da un soggetto di poche righe”, argomenta Flaiano: ma,
“se la sua regola fosse giusta, dovremmo credere che i romanzi di Tolstoj sono mediocri,
perché sempre mediocri risultano film che se ne traggono.... E anche Flaubert
non sapeva scrivere un romanzo, se dobbiamo credere al cinema. E che pensare di
Stendhal? I suoi romanzi vengono così traviati….”.
Ungrounding - Sarebbe “sradicamento”
in sento lato, ma vuole essere un neologismo per lo politica di Israele a Gaza
e nei confronti dei residui palestinesi. L’architetto israeliano Eyal Weizman, che
lo ha coniato, intende esattamente lo scoperchiamento e la distruzione di Gaza,
della città sotterranea costruita da Hamas a Gaza, che l’esercito israeliano,
in tre anni ormai di occupazione e distruzione, non sarebbe riuscito a sradicare
che in parte.
letterautore@antiit.eu

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