"Una nuova biografia cinematografica presenta lo scrittore palestinese come ancora fuori posto, benché in anticipo sui tempi". È il film dallo stesso titotolo prodotto e diretto da Maiken Baird, la regista produttrice danese-americna già autrice di docufilm famosi, "Venus and Serena" (Williams), "Ghislaine Maxwell". Con molta documentazione inedita- la regista ha avuto accesso libero " all'archivio della famiglia Said (compreso un tesoro di filmini amatoriali in 8 mm girati dal padre di Edward, Wadie Said, che mostrano la casa d'infanzia dello scrittore a Gerusalemme Ovest)
Un ritratto "profondamente toccante", sia per le difficoltà personali che Said dovette affrontare, sia per i fraintendimenti di cui è stato - e continuaca essere - oggetto nella sua opera. Per il fatto, si può aggiungere, d'impersonare lo "straniero" di Camus, di trovarsi non integrato di qua, in Occidente, che in buona misura rifiuta, e non più di là, nel Medio Oriente, nel mondo arabo, in Palestina. Disadattato, misfit, è forte. A disagio sì Nell’incertezza. Ma per essere di mente critica, aperta. Un "binarismo" di cui lui stesso è lettore acuto nel libro di memorie, "Fuori posto" (1999), a cui il docufilm dà consistenza figurativa plastica.
D.D .Guttenplan, Edward Said: Between Worlds, "The Nation”, 15 settembre, in libera lettura, anche in italiano, E.S.: tra i mondi)

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